I Padri di oggi

A piedi nudi nella Psiche

i padri di oggi

Il padre ha il compito di inserirsi nella diade madre-figlio, svolge una importante funzione per l’emancipazione, spinge verso l’esplorazione del mondo esterno, sostenendo e accompagnando il bambino nella sua progressiva autonomia.
Il padre introduce la differenza; la figura paterna porta un modello diverso rispetto a quello della madre, nonostante oggi i due ruoli, materno e paterno, siano più simili che in passato. La famiglia moderna è caratterizzata da un rapporto più paritario tra i partner e un legame più intimo e profondo con i figli.

View original post 817 altre parole

Il passato è solo acqua che scorre

<<Per essere felici bisogna vivere il presente. Il passato è solo acqua che scorre, e il futuro è un sole remoto all’orizzonte della nostra immaginazione. Il momento decisivo è adesso. Impara a vivere nel presente e assaporalo fino in fondo.>>

<<La felicità è un percorso, non è un punto d’arrivo. Vivi l’oggi, perché nessun giorno sarà più uguale ad esso…>>

<<Smettila di rincorrere i grandi piaceri della vita trascurando quelli piccoli. Rallenta il passo e ammira la sacra bellezza di ciò che ti circonda. Lo devi a te stesso».

<<Non rimandare mai a domani le cose che potrebbero darti gioia e benessere oggi. Oggi è il giorno da vivere pienamente; non quello in cui vincerai la lotteria o andrai in pensione>>

 [da Il monaco che vendette la sua Ferrari]

Il gioco è sempre una perdita: di tempo, se non altro

che-blog

Il gioco d’azzardo è un tipo di gioco a fine di lucro che consiste a scommettere dei beni per un avvenimento.
LA STORIA
Il gioco d’azzardo risale agli inizi dell’umanità e si presume che il suo scopo fosse quello di conoscere il volere divino. I primi dadi sono stati rinvenuti in Cina, e risalgono a più di 5000 anni fa, ma le più antiche forme di scommessa arrivano a partire dal 4000 a.C. in Egitto, in India ed in Giappone. Anche i Greci erano amanti del gioco d’azzardo, tanto da raffigurare l’atto del gioco dei dadi in qualche vaso.
A Roma invece il gioco era proibito ma era legale scommettere come per esempio i combattimenti dei gladiatori.
Nello Stato Pontificio, tra Settecento e Ottocento, il fenomeno del gioco d’azzardo venne di volta in volta affrontato in maniera differente dai singoli papi poiché veniva identificato come un vizio.
ETÀ CONTEMPORANEA
Ad…

View original post 58 altre parole

Retrospettiva

Quanti ricordi, a partire dai miei primi anni di vita! In particolare, tre esperienze sono rimaste impresse indelebilmente nella mia memoria.

Avevo appena imparato a camminare e scorrazzavo felice per la cucina quando, passando sotto il tavolo, vi sbattei la testa con violenza. Solo le coccole di mia madre arrestarono le mie lacrime.

Avrò avuto all’incirca tre anni quando, ammalato di pleurite, dovetti fare delle dolorosissime punture per diversi giorni. Rivedo ancora mio padre che, dopo avermi avvolto in uno scialle – era inverno – per ripararmi dal freddo, mi caricava sulle spalle e mi portava da zio Michelangelo che, accompagnato dalle mie implorazioni, dai pianti e dagli strilli, mi faceva la puntura sul culetto.

Infine, sempre in quel periodo fui accompagnato controvoglia presso uno studio dentistico per togliere un dente cariato. Il “macellaio”, dicendo a mio padre che se mi avesse fatto la puntura per anestetizzarmi certamente mi sarei spaventato e avrei rifiutato di farmi estirpare il dente, lo convinse ad assecondarlo. Poi, con la scusa di fare una prova, mi fece aprire la bocca e con le pinze, afferrato saldamente il dente, me lo estirpò senza anestesia, procurandomi un dolore che mi annebbiò il cervello.

Morale della favola: imparai subito a mie spese che, come diceva spesso mia mamma, “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio”.

[Luigi Lavorgna- L’aratro e la falce]

Ogni lezione che la vita ci impartisce è preziosa

<<L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione>> sentenziava Oscar Wilde. Questo aforisma sintetizza perfettamente una verità inoppugnabile: ogni lezione che la vita ci impartisce è preziosa, in quanto arricchisce il nostro bagaglio esperienziale favorendo, nello stesso tempo, la crescita lungo il sentiero della consapevolezza. Purtroppo, il problema è che generalmente, nonostante le raccomandazioni di chi già ci è passato, si diventa consapevoli di qualcosa solo quando ci “scottiamo con le nostre mani”.

Luigi Lavorgna

La Felicità come Realizzazione di se stessi

A piedi nudi nella Psiche

aristotele felicità psicologia

Nel pensiero di Aristotele tutte le azioni che gli uomini compiono e le decisioni che prendono,  hanno una finalità (anche se possono in qualche caso non esserne consapevoli),  e il fine a cui tutte le cose tendono è il bene. “Ogni arte e ogni ricerca scientifica e similmente ogni azione e ogni scelta deliberata tende ad un bene; perciò si è dichiarato che il bene è ciò a cui tutte le cose tendono”.
Aristotele non prevede che esista un “bene in sè“, un modello ideale e astratto al quale partecipano tutte le “cose buone“; parte invece a ricercare il bene nelle cose reali, un’azione o una cosa non è buona in sè, fuori dallo specifico contesto, ma è buona in quanto conduce al bene dell’uomo.

View original post 623 altre parole

Mi sento un novello Pavlov

<<La frisella – o fresella come la chiamiamo dalle mie parti, ci informa Wikipedia – è un tarallo di grano duro cotto al forno, tagliato a metà in senso orizzontale e fatto biscottare nuovamente in forno. Ne consegue che essa presenta una faccia porosa e una compatta. Importante è distinguere tra la frisa e il pane: la frisa infatti non è un pane, in quanto è cotto due volte.>>

Molto diffusa nel Sud Italia, in particolare Puglia, Campania, Basilicata e Calabria, la fresella è quasi una costante del mio pasto serale.

Le freselle, fatte con la farina di grano duro o integrale, si fanno cuocere in forno, possibilmente a legna, a seguire si tagliano e si rimettono a cuocere per renderle croccanti. Esiste una versione rettangolare e un’altra tonda. Personalmente preferisco quella a ciambella in quanto in linea con le mie esigenze.

Gustosa, facile da preparare – la si può condire assecondando il proprio gusto – la fresella per me è una vera e propria manna, tant’è che quasi tutte le sere la mia cena è a base di fresella. Grazie alla superficie porosa che consente il facile assorbimento dei condimenti, in breve tempo ci si prepara un pasto degno di una tavola reale.

A titolo di esempio propongo alcune varianti di condimento.

a) Strofinare sulla superficie della fresella uno spicchio d’aglio per carpirne il profumo, aggiungere pomodorini tagliati a pezzetti, sale, Olio Evo e origano;

b) Tonno, sgocciolato, olive snocciolate, qualche pezzetto d’aglio, capperi, Olio Evo, origano e basilico;

c) Formaggio fresco, con l’aggiunta di pomodori secchi, Olio Evo, origano e basilico.

Personalmente, nel prepararmi la fresella, innanzitutto la sistemo in un piatto fondo, la copro di acqua e attendo fino a quando diventa morbida. Dopo di che, la metto per circa tre minuti nel forno a microonde affinché diventi ancora più morbida e calda, quasi scottante. Trascorsi i tre minuti provvedo a condirla. Ogni volta mi lascio trasportare dall’ispirazione del momento e dalle possibilità di scelta. Generalmente in questo periodo invernale, aggiungo abbondante olio extravergine di oliva e uno strato di ricotta, secca e piccante, grattugiata. A volte oltre all’olio, che non manca mai, aggiungo uno strato di maionese, oppure qualche verdurina sottolio.

Nel periodo estivo le opzioni diventano tantissime.

Fatta questa che potremmo definire una premessa, veniamo a chiarire il senso del titolo di questo post.

C’è un rituale curioso che ogni sera accompagna le mie cene a base di fresella che vorrei sottolineare. Cherie, la mia cagnolina – il riferimento è alla sua statura e non alla sua età – sistemata al caldo vicino alla stufa nel salone adiacente alla cucina, arrivata l’ora di cena, da lontano segue con attenzione ogni mio movimento – il fornetto a microonde è sistemato su di un mobiletto proprio nello specchio della porta che separa la cucina dal salone – e non appena sente il suono del campanello che segnala l’avvenuta conclusione dell’operazione di riscaldamento, scatta in piedi con prontezza e mi raggiunge in cucina per reclamare la sua parte. Stacco un pezzetto di fresella, di cui anche lei è ghiotta, e lo metto nella sua ciotola. Lei scodinzola felice e la mangia di gusto.

Confesso che questa sua abitudine, più di una volta mi ha fatto pensare agli esperimenti di Pavlov con suoi cani, per mettere a punto la sua teoria sul riflesso condizionamento.

Che dire? Mi sento un novello Pavlov!

Luigi Lavorgna

L’uomo

La capacità di pensarein modo diverso dagli altri animali rende l’uomo unico e straordinario. Il pensiero degli altri animali, che pensano con concretezza focalizzandosi sul particolare, è statico, il pensiero umano, invece, è dinamico e si sviluppa in ottica globale. Il modo di pensare degli altri animali è pratico, vede solo quello che apporta utilità, l’uomo, invece, è orientato al cambiamento, fa ricerche anche su cose che non hanno un fine pratico, solo per amore del sapere, per migliorarsi, evolversi, per andare oltre.

L’uomo è l’unico animale che si interroga sul senso della propria vita e che abbia una chiara coscienza di dover morire. La capacità di pensare favorisce la riflessione che è l’atto di pensare e ripensare con attenzione alle cose. Avvalendosi di un’interpretazione possibilmente scevra da qualsiasi dubbio o incertezza, pensando bene a quello che fa e sforzandosi di studiare modi e mezzi opportuni per decidere oculatamente prima di agire, l’uomo ha raggiunto un livello di progresso inimmaginabile.

Luigi Lavorgna

Arena 2021

Arrigo Sacchi, ex allenatore del Milan squadra con la quale ha mietuto tanti trofei ed ex CT della nazionale italiana, nonché affermato opinionista, è considerato uno dei migliori allenatori della storia del calcio. In una recente intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, con riferimento alla lite Conte-Agnelli in Coppa Italia e alle proteste di Pirlo e Simone Inzaghi per i rigori subiti, tra l’altro ha detto: <<Mi hanno lasciato profonda amarezza, dispiacere, malinconia. Viviamo il calcio in modo diverso rispetto ad altre nazioni: in quelle anglosassoni è uno sport con regole ferree e fair play; in quelle sudamericane viene vissuto con allegria condivisione e spettacolo. Da noi il calcio è spesso la rivisitazione di quanto accadeva nelle arene 2000 anni fa. Uno dei cori più frequenti dei tifosi negli stadi è il “devi morire” rivolto ad un giocatore a terra.>>

Condivido “in toto” le opinioni di Sacchi. Personalmente il calcio è il gioco che preferisco e per anni sono stato un accanito tifoso dell’Inter, un amore sbocciato all’epoca dell’adolescenza – siamo sempre affascinati dai vincitori soprattutto da ragazzi – quando la squadra milanese mieteva allori in Italia, in Europa e nel mondo. Ricordo le domeniche pomeriggio trascorse a seguire “Tutto il calcio minuto per minuto” con i commenti di Ciotti, Ameri, nonché le telecronache di Niccolò Carosio, e poi Nando Martelli, e poi Bruno Pizzul. Ancora adesso seguo le vicende calcistiche e gioisco – moderatamente considerato il mio stato di salute – quando la mia squadra del cuore vince o quando le squadre italiane si affermano fuori dai confini nazionali. Devo dire, però, che forse si tratta solo di un riflesso condizionato e non di vero amore, nel senso che, considerata la situazione attuale, nel vedere scene come quella di Lukaku e Ibrahimović che si affrontano a muso duro durante un recente derby e se ne dicono di cotte e di crude, è inevitabile il confronto con il passato… e mi assale la malinconia.

Che differenza! Che fine hanno fatto lo spirito sportivo, la lealtà, le “bandiere” (calciatori che trascorrevano tutta la carriera indossando la maglia di una sola squadra, come Sandro Mazzola con l’Inter, Gianni Rivera con il Milan, Gigi Riva con il Cagliari, Totti con la Roma, ecc.)!?

Oggi si insegue solo il soldo. Gli stipendi dei calciatori più quotati raggiungono cifre che hanno dell’incredibile, così come il loro cartellino in caso di trasferimento: si tratta di cifre iperboliche.

I procuratori dei calciatori sembrano squali. Appena un loro rappresentato segna qualche gol subito bussano a soldi. Intorno a questo mondo all’apparenza dorato, c’è un enorme giro d’affari che coinvolge industrie, uomini di marketing, scommettitori, media, ecc. Lo spirito sportivo a cui accennavo poc’anzi è stato fagocito, come tutto, da un capitalismo onnivoro. Ormai ogni partita di calcio assomiglia ad un campo di battaglia senza esclusione di colpi.

Luigi Lavorgna

Pensiero d’amore per San Valentino

Hai dato una svolta alla mia vita e un senso alle mie giornate.

Sei la mia bussola, la mia ragione di vita.

Sempre al mio fianco, lenisci le angosce della mia anima, mi dai forza e mi infondi coraggio.

Apprezzi quello che faccio, mi supporti per ogni cosa e mi riscaldi il cuore.

Trovi sempre le parole giuste per tirarmi su il morale quando la vita ci mette con le spalle al muro.

Mi coccoli quando sono triste, mi curi quando sono ammalato.

A te va questo pensiero d’amore nel giorno in cui quarant’anni fa sei entrata nella mia vita e non ne sei più uscita.

Per te vorrei fare l’impossibile, magari regalarti la stella più bella del firmamento… ma non posso offrirti altro che questo pensiero d’amore e questo cuore stanco.

Grazie, mio sostegno, mia vita.

Con immutato amore: buon San Valentino.

Luigi Lavorgna