Cartesio

<<Buon giorno, nonno. È una splendida mattinata…>>

<<Buona giorno anche a te. Hai ragione… dopo due giorni era proprio quello di cui avevamo bisogno.>>

<<Oggi tocca a Cartesio…>>

<<Sì. Oggi parleremo di Cartesio, ovvero di René Descartes, ossia di colui che è considerato il padre della modernità.>>

<<Quello del cogito ergo sum.>>

<<Esattamente. Così come Socrate, Cartesio era convinto che possiamo raggiungere un sapere sicuro soltanto per mezzo della ragione. Non dobbiamo mai fare affidamento su quello che ci dicono i vecchi libri e tantomeno sui nostri sensi.>>

<<Questa non l’ho capita.>>

<< Cartesio asserisce che non possiamo fidarci dei nostri sensi perché anche quando sogniamo crediamo di vivere qualcosa di reale. Che cosa contraddistingue le nostre impressioni da svegli, si chiede J. Gaarder, rispetto a quelle del sogno?>>

<<E arrestandomi su questo pensiero, dice Cartesio, vedo così manifestamente che non vi sono indizi concludenti né segni abbastanza certi per cui sia possibile distinguere nettamente la veglia dal sonno. Come si può essere certi che tutta la vita non sia latro che un sogno. Sono preparato…>>

<< Pertanto, l’unica cosa di cui si può essere certi e di dover dubitare di tutto.>>

<<Uomo saggio.>>

<<Comunque non è il solo a pensarla così… un filo conduttore, infatti, unisce Socrate e Platone a Cartesio, passando per Agostino… Erano tutti convinti razionalisti. Cartesio fu il primo grande costruttore moderno di sistemi… seguito da Spinosa, Leibniz, Locke, Berkeley, Hume e Kant.>>

<<Tutta bella gente! Ma anche prima di Cartesio…>>

<<Già, come abbiamo visto e come sottolinea Gaarder, tra i grandi costruttori di sistemi dell’antichità troviamo Platone e Aristotele; nel Medioevo, Tommaso d’Aquino, invece, costruì un ponte tra la filosofia di Aristotele e la teologia cristiana; il Rinascimento fu, infine, contraddistinto da una confusione di pensieri vecchi e nuovi sulla natura e sulla scienza, su Dio e sull’uomo. Soltanto nel Seicento la filosofia cercò di elaborare il nuovo modo di pensare in un chiaro sistema filosofico.>>

<<Qual era il fine del sistema filosofico cartesiano?>>

<<Cartesio voleva dimostrare le verità filosofiche esattamente come si dimostra un teorema matematico, cioè con la ragione, perché, come abbiamo detto, per lui i sensi non sono affidabili. Il suo obiettivo era quelli di raggiungere un sapere “a prova di bomba” sulla natura dell’esistenza e per raggiungerlo era convinto che il presupposto fondamentale è quello di dubitare di tutto: non era sua intenzione costruire un sistema filosofico sulla sabbia.>>

<<In che consiste esattamente il famoso metodo cartesiano?>>

<<In parole semplici, per raggiungere la verità bisogna mirare ad una conoscenza chiara e distinta, dubitando di tutto. Per Cartesio è fondamentale che ogni elemento sia chiaro ed esente da dubbi. Possiamo riassumere in quattro punti principali il metodo cartesiano:

1) l’analisi, che, basandosi sul principio che la scomposizione di concetti complessi in altri più semplici, rende più chiara la comprensione;

2) lo schema ordinato per mezzo del quale dalle conoscenze semplici si passa gradualmente a quelle più complesse;

3) l’enumerazione che rappresenta il controllo dell’analisi;

4) la revisione che rappresenta il controllo della sintesi. >>

<<Un esempio, nonno?>>

<<Vediamo… se, ad esempio, voglio conoscere l’area di un poligono irregolare, invece di cercare di risolvere il problema approcciando globalmente la figura geometrica, cosa che, nel migliore dei casi, può darmi solo un’idea approssimativa del valore della sua superficie, posso dividerlo in tanti triangoli, ossia elementi semplici, non ulteriormente scomponibili e con un numero minore di lati, (schema); poi mi calcolo il valore delle aree di ognuno (analisi); quindi sommo questi valori e passo poi al controllo dei singoli passaggi (enumerazione) e, infine, procedo a possibili controprove con altri metodi (revisione).>>

<<Chiarissimo, nonno.>>

<<Il suo ragionamento è che, se si dubita, allora è certo che si sta pensando; e, se si pensa, si è certi di essere un essere pensante.>>

<<Cogito ergo sum!>>

<<Esattamente.

<<Cartesio, pur pensando di non poter essere sicuro di nulla, focalizza che di una cosa si può essere sicuri, ovvero del fatto di stare dubitando. È, questa, una verità inconfutabile: si pensa, ci si astiene dall’affermare qualcosa, comunque questo qualcosa esiste. Sostanzialmente, l’uomo è una sostanza pensante che pensa ed esiste e che esiste indipendentemente dal corpo e dai sensi di cui, per il momento, nulla sa.>>

<<Vuol dire che può essere sicuro solo di essere, di esistere e di pensare…>>

<<Né più e né meno. La logica conclusione è che si è puro pensiero e che il pensiero non ha bisogno del corpo per esistere: è solo sostanza.>>

<<È proprio partendo dal “dubito dunque esisto” che il filosofo inizia la ricostruzione del sapere, affermando la precedenza della sostanza pensante (l’anima) su quella estesa (il corpo): so di pensare prima di sapere di avere un corpo fisico esteso.>>

<<Secondo Cartesio, la dimostrazione dell’esistenza di Dio ci garantisce contro ogni ipotesi di genio maligno, poiché Dio, in quanto perfetto, non può essere menzognero. Dio è garante dell’esistenza del mondo e della verità. In altre parole, la sua esistenza garantisce che ciò che è stato colto una volta come vero continua perennemente ad essere vero. Dio dunque è garante della permanenza della verità.>>

<<Ma l’uomo è imperfetto…>>

<<Se non esistesse Dio, allora non avremmo neanche l’idea di un essere perfetto perché noi siamo imperfetti, quindi l’idea di qualcosa di perfetto non può venire da noi. L’idea di Dio, per Cartesio, è innata ed è impressa in noi dalla nascita, così come l’artista imprime la sua firma nella sua opera.>>

<<In pratica, arriva alla conclusione di essere un io pensante e che esiste un essere perfetto.>>

<<Res cogitans e Res extensa: la creazione di Dio è divisa in due parti. Cartesio compie una rigida bipartizione tra la realtà spirituale e la realtà estesa: soltanto l’uomo ha un’anima; gli animali invece appartengono alla realtà estesa, e la loro vita e il loro movimento avvengono meccanicamente.>>

<<Amen!>>

<<Concludendo, possiamo dire che Cartesio è il caposcuola di una nuova filosofia, ma nello stesso tempo prosegue, nel solco della tradizione, nel tentativo di dare origine ad una filosofia cristiana.>>

<<Abbiamo finito?>>

<<Credo proprio di sì.>>

<<Evviva! Ciao nonno, a venerdì prossimo.>>

<<Ciao.>>

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