Hume

<<Ciao nonno… è da un po’ che non ci si vede…>>

<<Già. Come sono andate le vacanze?>>

<<Benissimo, grazie. È stata una vera pacchia. La compagnia era buona, la cucina anche e così il tempo.>>

<<Tutto bene, quindi.>>

<<Sì. Devo confessare, però, che un poco mi sono mancati i nostri incontri filosofici…>>

<<Non mi dire…>>

<<Lo so che è difficile da credere…>>

<<Già… allora non avrai niente in contrario a riprendere il nostro percorso…>>

<<Assolutamente no! A chi tocca oggi?>>

<<Nell’ultimo incontro ci siamo occupati di John Locke… oggi tocca allo scozzese David Hume.>>

<<Okay… diamoci dentro.>>

<<Per rinfrescarci la memoria è opportuno sottolineare che per empirismo s’intende, come recita il vocabolario, qualsiasi dottrina che ritenga l’esperienza unico fondamento della conoscenza dal punto di vista oggettivo.>>

<<In parole più semplici, l’empirismo si fonda sui dati della vita pratica ovvero su elementi privi di scientificità.>>

<<Perfetto. Sostanzialmente, Hume è colui che ha reso impossibile il postulare e difendere teorie che andassero al di là dell’esperienza. Il carattere innovativo di Hume corrisponde all’applicazione del metodo sperimentale nello studio della natura umana, riferendo all’esperienza le ricerche in campo umano >>

<<Interessante.>>

<<Il filosofo nacque a Edimburgo, visse tra il 1711 e il 1776, quindi al tempo dell’Illuminismo, e fu contemporaneo di Voltaire e Rousseau. La sua filosofia influenzò il grande filosofo tedesco Emmanuel Kant. Famosissima è una sua affermazione: “Sii filosofo, ma, nella tua filosofia, continua ad essere un uomo.>>

<<Forte.>>

<<Sì, come un’altra sua tesi molto nota: “La ragione è, e solo deve essere, schiava delle passioni”.>>

<<Scusa nonno, ma sono perplesso.>>

<<Ok. Cercherò di essere meno enigmatico… Hume si dedicò allo studio del funzionamento della conoscenza, sia delle cose che era preparato a conoscere e sia di quelle di cui non lo era, comprese le nostre passioni, in modo da formulare un modello realista della convivenza umana che rendesse possibile il progresso. È più chiaro, adesso?>>

<<Certo, vai avanti.>>

<<Un’altra cosa da sottolineare è che per Hume il fatto di attenersi all’esperienza non significa essere conformisti o accettare passivamente l’esistente. Il senso è che la ragione può organizzare la realtà ma gli sforzi devono essere finalizzati alla soddisfazione dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni. Alla base di un ragionamento c’è la relazione causa-effetto che, tra l’altro, non può essere conosciuta a priori, ma solo per esperienza. Davanti a un nuovo oggetto, infatti, non possiamo dare per scontati cause ed effetti senza sperimentarli. Da cause simili ci aspettiamo effetti simili, ma questo non è altro che un presupposto. Ciò esclude il legame tra causa e effetto, nonostante lo consideriamo necessario. La necessità del legame, infatti, è soggettiva ed è imputabile all’abitudine che non spiega la connessione necessaria tra i fatti: è simile all’istinto degli animali.>>

<<Condivido pienamente.>>

<<La sua opera più importante è il “Trattato sulla natura umana”. Sostanzialmente, Hume propende per il modo di vivere e di sentire dei bambini, ovvero al tempo in cui i pensieri e le riflessioni non hanno ancora “contaminato” la coscienza. Le percezioni, infatti, sono alla base della conoscenza, niente è presente nella nostra mente, se non le percezioni>>

<<Come dire, che il bambino non essendo ancora diventato schiavo delle aspettative è libero da pregiudizi.

<<Esattamente. Il bambino percepisce il mondo così com’è, senza aggiungere niente a ciò che vive. Per Hume gli uomini hanno due diversi tipi di rappresentazioni: le impressioni e le idee. Per impressione intende ogni percezione immediata della realtà esteriore; l’idea, invece, coincide con il ricordo di questa impressione. Gaarder per far capire a Sofia questo concetto propone l’esempio della stufa.>>

<<Cioè?>>

<<Se ti ustioni toccando una stufa, si tratta di un’impressione immediata. In seguito, quando ripensi al fatto che ti sei scottato, si tratta invece di un’idea.>>

<<Molto esplicativo.>>

<<Secondo Hume tanto le impressioni quanto le idee possono essere semplici o complesse. Oltre alla facoltà della memoria che riproduce le idee, l’uomo possiede anche la facoltà dell’immaginazione che permette di comporre e collocare in maniera diversa le idee tra di loro. A volte è possibile che si creino false idee o rappresentazioni che non esistono nella realtà. Aggiunge, inoltre, che tutti i materiali di cui sono composti i nostri sogni pervengono alla coscienza sotto forma di impressioni semplici. Una persona che non ha visto l’oro, ad esempio, non è in grado di immaginarsi una strada d’oro.>>

<<Ineccepibile.>>

<<La mente è una specie di teatro – scrive Gaarder – dove le varie percezioni si mostrano, passano, ritornano, escono e si mescolano in una varietà infinita di atteggiamenti e situazioni. Secondo Hume, non esiste una personalità fissa dietro o sotto queste percezioni e stati d’animo che vanno e vengono. Sono come le immagini di un film che scorre sullo schermo: poiché mutano così velocemente, non vediamo che il film è composto di singole immagini. In realtà il film è una somma di istanti.>>

<<Verissimo.>>

<<Dal momento che per Hume, costruire “una scienza della natura umana” significa limitarsi a conoscere ciò che si può attestare con i sensi, evitando ogni ipotesi metafisica, è impossibile dimostrare l’immortalità dell’anima o l’esistenza di Dio, anche se questo non significa escludere le due cose.>>

<<Proprio perché afferma di non sapere se Dio esiste può essere, quindi, considerato un agnostico.>>

<<Esattamente. Hume accettò per vero soltanto ciò di cui aveva esperienze sensoriali certe, fermo restando che tutte le altre possibilità rimanevano aperte.>>

<<Abbastanza coerente…>>

<<Hume prende atto che gli esseri umani hanno bisogno di credere nel “soprannaturale”. Egli non nega i miracoli, ma nello stesso tempo neanche esclude che possano esistere. Non ammette i miracoli in quanto non ha avuto modo di farne esperienza, ma nemmeno ha avuto modo di sperimentare che non esistono.>>

<<Mi sembra una posizione condivisibile.>>

<<Un elemento importante, in chiave esperienziale, è il condizionamento esercitato dalle aspettative che scaturisce dall’abitudine. La nostra aspettativa che un avvenimento sarà seguito da un altro alberga solo nella nostra coscienza e quindi si sedimenta in abitudini, che sono soggettive.>>

<<Sempre queste abitudini…>>

<<Quando tiriamo in ballo le leggi naturali o la relazione causa-effetto (tutto ciò che avviene deve avere una causa), in realtà parliamo delle abitudini umane e non di qualcosa di razionale. Le leggi di natura, infatti, non sono né razionali né irrazionali: ci sono e basta. Il mondo è così com’è ed è qualcosa di cui facciamo gradualmente esperienza.>>

<<In che modo?>>

<<Anche in questo caso Gaarder propone un esempio abbastanza esplicativo: se in tutta la mia vita ho visto soltanto corvi neri, ciò non implica che non esista uno bianco. Tanto per un filosofo quanto per uno scienziato è importante non escludere la possibilità che esista. Possiamo dire che la caccia al corvo bianco rappresenta il compito più importante della scienza.>>

<<Già se io non ho ancora trovato l’amore non vuol dire che non lo troverò mai.>>

<<Perfetto. Non è la ragione a stabilire le nostre parole e le nostre azioni. Sono i nostri sentimenti. Se decidi di aiutare qualcuno, lo fai spinto dai sentimenti e non dalla ragione.>>

<<Concludendo…>>

<<Non possiamo mostrare con la ragione come ci si deve comportare: agire in modo responsabile non vuol dire potenziare ed affinare la ragione, ma potenziare ed affinare i nostri sentimenti.>>

<<Okay, a questo punto credo che si possa sciogliere la seduta…>>

<<Va bene. Ci vediamo venerdì prossimo?>>

<<Certamente… Ciao.>>

<<Ciao.>>

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