Freud

<<Ciao nonno, oggi tocca a Sigmund Freud.>>

<<Hai detto bene.>>

<<Ho tentato di leggere il libro “Breve corso di psicoanalisi” che mi avevi dato da leggere, ma confesso di non averci capito granché.>>

<<Okay, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, come sempre sulla falsariga del libro di Gaarder e in compagnia di Sofia. Innanzitutto, diciamo che Freud nacque nel 1856 e studiò medicina all’università di Vienna, città in cui trascorse la maggior parte della sua vita, proprio nel periodo in cui divenne un centro culturale molto fiorente. Si specializzò in neurologia. Sul fine del secolo scorso, e durante la prima metà di questo secolo, elaborò la sua psicologia del profondo o psicoanalisi. Con il termine “psicoanalisi” si intende sia una descrizione della psiche umana nella sua generalità sia un metodo per la cura delle malattie nervose e psichiche. La dottrina dell’inconscio è fondamentale per comprendere che cosa sia un essere umano. Secondo Freud esiste sempre una tensione tra le pulsioni e i bisogni dell’uomo e le esigenze del mondo esterno.

<<E che vuol dire?>>

<<Che non sempre è la ragione a dominare le nostre azioni e che l’uomo non è solo un essere razionale come i razionalisti del Settecento avevano pensato. Spesso, infatti, sono gli impulsi irrazionali a determinare quello che pensiamo, sogniamo e facciamo, e che possono essere espressione di pulsioni profonde o di bisogni. Il bisogno di suzione del neonato, ad esempio, corrisponde all’impulso sessuale dell’uomo.

<<Interessante.>>

<<Per Freud, i bisogni fondamentali possono essere “camuffati” o “trasformati” e dominare così le nostre azioni senza che noi ne siamo coscienti. Gradualmente, egli elaborò un metodo di cura che può essere definito come una specie di archeologia della psiche: tracce di un passato lontano scavando nei diversi strati culturali. Secondo Freud la nostra personalità si compone di tre elementi: Es, Io e Super-Io. Praticamente, quando veniamo al mondo, viviamo in modo diretto e senza imbarazzo i nostri bisogni fisici e psichici. Questo principio di piacere viene chiamato da Freud Es. L’Es è presente in noi per tutta la vita. A poco a poco imparando a regolare i nostri piaceri e ad adeguarci alle circostanze, ad adattare le pulsioni istintive al principio di realtà costruiamo un Io (o Ego) che ha questa funzione regolatrice. Per quanto riguarda il terzo elemento, Freud sostiene che fin dalla infanzia, il confronto continuo con gli obblighi morali imposti dai genitori e dal mondo esterno porta alla nascita del Super-Io che si pone di fronte all’Io come coscienza morale.>>

<<Continua…>>

<<Freud giunse alla conclusione che la coscienza costituisce soltanto una piccola parte della psiche umana. Per lui, la parte conscia è paragonabile alla punta di un iceberg che vediamo affiorare dall’acqua. Sotto la superficie dell’acqua, ovvero sotto la soglia della coscienza, c’è l’inconscio. Ciò che abbiamo pensato o vissuto e che ci viene in mente se ci pensiamo un attimo, venne chiamato preconscio. Il termine inconscio viene usato soltanto per quello che abbiamo rimosso. Sostanzialmente viviamo sotto una costante pressione dovuta ai pensieri rimossi che cercano di emergere dall’inconscio.>>

<<Interessante.>>

<<Già, i problemi si verificano nel momento in cui noi desideriamo intensamente qualcosa che la società non accetta.>>

<<In questo caso cosa succede?>>

<<Succede che mantenere l’equilibrio dobbiamo rimuovere i nostri desideri, allontanandoli o dimenticando.>>

<<Whuau! E nel caso non riuscissimo a ritrovare l’equilibrio?>>

<<Subentra l’angoscia che provoca l’insorgere delle nevrosi.>>

<<Qualche esempio di nevrosi>>

<<I bambini hanno la tendenza a toccarsi gli organi sessuali. All’epoca di Freud la cosa provocava la reazione dei genitori che rimproveravano i figli e magari assestavano schiaffetti sulle dita che inevitabilmente facevano insorgere sensi di colpa nei “rei”.>>

<<Ecco perché molti sensi di colpa sono legati al sesso!!>>

<<Già. Inevitabilmente insorge un conflitto tra piacere e colpa che durerà tutta la vita. E se hai ancora qualche dubbio, guarda con attenzione la maggioranza degli spot pubblicitari: troverai sempre immagini che richiamano il sesso.>>

<<È vero. Le ho sempre guardate con piacere senza chiedermi il perché. Ma ora che mi ci fai pensare credo che tu abbia ragione Ma perché?>>

<<Il sesso è un argomento che tira perché, nella maggioranza delle persone, è ancora una questione irrisolta e il nevrotico è una persona che usa troppe energie per tenere lontano dalla coscienza ciò che è spiacevole; spesso, sono esperienze particolari che questa persona deve rimuovere e che Freud chiamò traumi. Per la cronaca, la parola trauma è greca e significa “ferita”.

<<Come se ne viene Fuori?>>

<<Con l’aiuto della psicoanalisi che nasce per curare determinati disturbi mentali indagando le dinamiche inconsce dell’individuo.>>

<<Continua.>>

<<Freud mise a punto il metodo delle associazioni libere. Basato sull’assunto che ciò che sogniamo non è casuale.>>

<<Cioè?>>

<<Attraverso i sogni i pensieri inconsci si rendono manifesti alla coscienza. Affermò che tutti i sogni sono l’appagamento di un desiderio.>>

<<Come facciamo a sapere qual è il messaggio che dobbiamo recepire da un sogno?>>

<<Con l’aiuto dello psicoanalista, che compie la missione di una levatrice socratica…>>

<<<Vuol dire che lo psicoanalista ci guida verso un’interpretazione corretta dei nostri sogni.>>

<<Esatto. Il sogno è un appagamento camuffato di desideri rimossi. Freud fu il primo a sostenere che non era lui a inventare fenomeni come la rimozione, la proiezione, gli atti mancati e la razionalizzazione, ma fu semplicemente il primo a portare tali esperienze nella psichiatria.>>

Che cosa sono la rimozione, la proiezione, ecc.?>>

<<Una persona, servendosi dei meccanismi di difesa, per prevenire l’angoscia, cerca di rimuovere l’intera esperienza e soprattutto le emozioni vissute. La proiezione, invece, si verifica quando trasferiamo sugli altri caratteristiche che cerchiamo di rimuovere perché ci causano disagio. Una persona molto avara, per esempio, è incline a descrivere gli altri come avari. In altre parole: non è colpa mia… sono gli altri ad essere cattivi e inaffidabili.>>

<<Qual è il “modus operandi?” >>

<<Per interpretare i sogni dei pazienti Freud aveva dovuto spesso farsi strada in una foresta di simboli… Tutti gli uomini hanno un bisogno innato di dare espressione artistica alla propria situazione esistenziale, e il sogno tratta proprio di noi. Siamo noi i registi, siamo noi che troviamo il materiale, siamo noi che recitiamo tutti i ruoli. Il suo lavoro con i pazienti lo convinse che conserviamo tutto ciò che abbiamo visto e vissuto in qualche punto profondo della psiche e tutte queste impressioni possono essere riportate in superficie.>>

<<Un lavoraccio!>>

<<Per aiutarla a meglio comprendere la dinamica dei sogni, l’interlocutore di Sofia gli racconta una storiella. Se non vuoi ascoltarla non mi offendo.>>

<<No, no… c’è tempo. Racconta.>>

<<Okay. Ma diamo la parola a Gaarder: “C’era una volta un millepiedi che era bravissimo a ballare con tutti i suoi mille piedi. Quando danzava, gli animali si radunavano nel bosco per ammirarlo e tutti erano molto impressionati della sua abilità. Ma c’era anche un animale cui non piaceva che il millepiedi ballasse. Era un rospo… Era soltanto invidioso. Come posso farlo smettere di ballare? Pensò il rospo. Non poteva certo dire che non gli piaceva il ballo e neanche che era più bravo del millepiedi. Scrisse una lettera al millepiedi: ‘O incomparabile millepiedi! Sono un devoto ammiratore della tua danza raffinata. Vorrei sapere come ti muovi quando balli. Sollevi prima la zampa sinistra numero 228 e poi quella destra numero 59? O cominci la danza sollevando la zampa destra numero 26 prima di quella numero 499? Attendo ansiosamente una risposta. Cordiali Saluti, il rospo.” Quando il millepiedi ricevette la lettera, cominciò a pensare a che cosa faceva quando ballava. Quale zampa sollevava per prima? E qual era l successiva? Il millepiedi non ballò mai più.

<<Avevo già sentito una storia simile…>>

<<Questo è quello che succede quando la fantasia viene soffocata dalla ragione. Quando, invece, esiste una collaborazione tra fantasia e ragione si sviluppa la creatività. Troppo spesso la ragione soffoca la fantasia e questa è una cosa grave, perché senza fantasia non nasce mai niente di veramente nuovo. In pratica la fantasia è come un sistema darwiniano.>>

<<In che senso?>>

<<Nel senso che il darwinismo ci ha spiegato che in natura crescono mutanti uno dopo l’altro, ma è concesso soltanto a pochi una “chance” di sopravvivenza.>>

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