Il Big Bang

<<Buon giorno, nonno. Non ci crederai ma sono emozionatissimo…>>

<<In effetti anch’io. Difficile da prevedersi alla partenza, ma siamo arrivati al traguardo!>>

<<Al telefono mi hai detto che per quest’ultima tappa avresti preparato tu la relazione finale.>>

<<È vero.>>

<<E allora che aspettiamo?>>

<<Okay:

  • È strano pensare che viviamo su un piccolo pianeta dell’universo. La Terra è uno dei numerosi pianeti che ruotano intorno al sole, ma soltanto il nostro pianeta è un pianeta vivo. Forse l’unico in tutto lo spazio. Ma è anche lecito pensare che l’universo pulluli di vita perché il cosmo è immensamente grande. Le distanze sono così enormi che le misuriamo in “minuti-luce” e “anni-luce”. Un minuto-luce è la distanza che la luce copre in un minuto: una distanza strabiliante perché la luce percorre nel vuoto trecentomila chilometri al secondo. In altre parole 1 min/luce= 300.000 km x 60 = 18.000.000 km. Un anno luce corrisponde a 9.461 miliardi di km. Il sole dista un po’ più di 8 min/luce. I raggi solari che ci scaldano le guance in una calda giornata di giugno viaggiano attraverso lo spazio per 8 minuti prima di arrivare a noi. Il nostro sole è una tra i cento miliardi di stelle che compongono la galassia che chiamiamo Via Lattea. Questa galassia assomiglia a un grande disco e il sole si trova sul margine interno di uno dei bracci di spirale che la formano. La distanza che ci separa da Proxima Centauri – la stella a noi più vicina nella Via Lattea dopo il sole – è di 4 anni luce. L’intera galassia, o nebulosa come viene anche chiamata, è larga circa 100.000 anni luce. Quando si osserva una stella della Via Lattea che si trova 50.000 anni luce dal nostro sole, vediamo 50.000 anni indietro nel tempo. L’unico modo in cui possiamo guardare nello spazio è vedere indietro nel tempo. Non sappiamo mai com’è l’universo, ma soltanto come era. Tutto ciò che vediamo colpisce il nostro occhio sotto forma di onde luminose, onde che impiegano del tempo per viaggiare attraverso lo spazio. Possiamo fare un paragone con il tuono: ne sentiamo il rombo un attimo dopo aver visto il bagliore del lampo perché le onde sonore si muovono più lentamente di quelle luminose. Una cosa analoga avviene con le stelle: quando osservo una stella che dista migliaia di anni luce da noi, vedo il rombo del tuono causato da un evento che si trova migliaia di anni indietro nel tempo. Secondo gli astronomi si trovano all’incirca 100 miliardi di galassie nell’universo e ognuna di esse è formata da 100 miliardi di stelle. La galassia più vicina alla Via Lattea è la nebulosa di Andromeda: dista dalla nostra 2 milioni di anni luce. Questo significa che la luce di questa galassia impiega 2 milioni di anni per raggiungerci e che, quando osserviamo la nebulosa di Andromeda nel cielo, vediamo in realtà 2 milioni di anni indietro nel tempo. Se un astronomo di questa nebulosa puntasse il suo telescopio verso la Terra in questo momento, non scorgerebbe noi ma, nella migliore delle ipotesi, alcuni uomini primitivi dalla fronte piatta e schiacciata. Le galassie più lontane di cui siamo attualmente a conoscenza si trovano a circa 10 miliardi di anni luce da noi. Può essere difficile capire che cosa significhi vedere tanto indietro nel tempo, ma gli astronomi hanno scoperto qualcosa che ha una rilevanza ancora maggiore per quanto riguarda la nostra immagine del mondo. Nessuna galassia è immobile nello spazio, ma tutte si muovono a enorme velocità, allontanandosi dalle altre. Più sono lontane tra loro, più sembrano muoversi velocemente. Questo significa che la distanza fra le galassie sta diventando sempre più grande. Se hai un palloncino e ci disegni sopra qualche puntino nero, questi si allontaneranno sempre più tra loro a mano a mano che soffi gonfiando il palloncino. Lo stesso fenomeno avviene per le galassie dell’universo. Diciamo che l’universo si espande. Un tempo, all’incirca 18 miliardi di anni fa, tutta la materia che forma l’universo era concentrata in uno spazio molto piccolo. La materia era quindi così densa che la forza gravitazionale la rese estremamente calda. Alla fine la temperatura raggiunse livelli tali e la materia era così densa e compatta che esplose. Questa esplosione venne chiamata big bang. Mano a mano che la materia si raffreddava, si costituirono le stelle, le galassie, le lune e i pianeti. Se l’universo continua a espandersi è dovuto proprio all’esplosione avvenuta miliardi di anni fa. L’universo non ha una geografia atemporale, bensì è un evento. L’universo è un’esplosione e le galassie continuano a muoversi nello spazio a velocità enormi. In questo momento ti starai chiedendo se sarà così in eterno. Ebbene. questa è una possibilità, ma ne esiste anche un’altra: un giorno, tra alcuni miliardi di anni, forse la gravitazione farà sì che i corpi celesti si addenseranno nuovamente a mano a mano che le forze provocate da questa enorme esplosione cominceranno a diminuire. Avremo allora un’esplosione al contrario, una cosiddetta implosione. Si può fare un paragone con quello che succede se si lascia fuoriuscire l’aria da un palloncino. In seguito ci sarà un’altra esplosione che causerà una nuova espansione dell’universo, perché le stesse leggi naturali continuano ad agire. In questo modo si formeranno nuove stelle e nuove galassie. L’universo continuerà a espandersi e le galassie si allontaneranno tra di loro sempre più, o ricomincerà a contrarsi nuovamente. Ma se l’universo fosse così pesante da cominciare a contrarsi vorrebbe dire che questi fenomeni di espansione dell’universo siano qualcosa che succede una sola volta, ma se questa continuerà in eterno, sorge allora una domanda ancora più pressante: com’è iniziato tutto? Per un cristiano è naturale considerare il big bang come il momento della creazione. Il cristianesimo ha una visione “lineare” della storia. Alla fede cristiana nella creazione, l’idea che l’universo continuerà a espandersi si addice meglio. In Oriente si è avuta soprattutto una visione “ciclica” della storia, cioè la storia si ripete in eterno. In India, per esempio, troviamo un’antica dottrina secondo la quale il mondo continua a espandersi e a contrarsi. Probabilmente, tutte e due queste teorie sono incredibili e affascinanti nello stesso tempo: o l’universo è sempre esistito, o è stato creato di colpo del niente…Le galassie più lontane le vediamo, per così dire, subito dopo il big bang. Tutto ciò che un uomo può vedere nel cielo sono fossili cosmici risalenti a migliaia e milioni di anni fa. Anche noi due abbiamo avuto origine con il big bang, la grande esplosione, perché tutta la materia che forma l’universo rappresenta un’unità organica. Nei tempi primordiali, tutta la materia era concentrata in una massa così pesante che la capocchia di uno spillo sarebbe pesata molti miliardi di tonnellate. Le stelle e le galassie dell’universo sono formate dalla stessa materia. Un po’ si è raggrumata qui, un po’ si è condensata là. Ci possono essere miliardi di anni luce tra una galassia e l’altra, ma tutte hanno la stessa origine. Che cos’era ciò che esplose miliardi di anni fa? Questo è il grande mistero. Ma è qualcosa che ci coinvolge profondamente perché anche noi siamo fatti di questa materia: siamo una scintilla di quel grande falò che venne acceso molti miliardi di anni fa.

<<Abbiamo concluso?>>

<<Credo proprio di sì. Come ti è sembrato?

<<Incredibile e affascinante insieme. Di tutto quello che è stato detto oggi, sì e no ne ho capito un decimo. Ad ogni modo, grazie all’aiuto di Gaarder e a “Il mondo Sofia” ho, con mio sommo piacere, “metabolizzato” i fondamenti della filosofia. Quest’ultima parte è per me molto ostica, ma probabilmente è dovuto alla mia mancanza di sintonia con l’astronomia.>>

<<Eppure, anche noi siamo polvere di stelle… ma, a finale, questo “viaggio” ti è servito oppure no.>>

<<L’ho già detto: è stato un vero piacere.>>

<<Okay, allora possiamo annunciare che il nostro lungo viaggio attraverso i sentieri della filosofia è finito. Il traguardo è raggiunto. Il nostro percorso è stato spesso irto di difficoltà e non esente da pecche e imperfezioni ma, anche per me, piacevole e affascinante. La soddisfazione è grande. In età avanzata ho potuto finalmente compiere un velocissimo ma proficuo viaggio attraverso il mondo della filosofia, coronando così il sogno di una vita e consolidando la convinzione che, come scrive Joseph M. Bochenski chiudendo il secondo capitolo dedicato alla filosofia [Avvio al pensiero filosofico, La Scuola editrice]: “Nonostante le enormi difficoltà che comporta il fare della filosofia, essa è una delle cose più belle e più nobili che vi possano essere nella vita di un uomo; chi anche una sola volta è venuto a contatto con un autentico filosofo, si sentirà sempre attratto da essa”.>>

<<E così sia! Ciao nonno, devo scappare.>>

<<Almeno l’ultimo giorno…>>

<<Non posso proprio, nonno. Corro. Ciao.>>

<<Ciao… Non si smentisce mai. Benedetta gioventù.>>

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...