Esiste un tempo ciclico e un tempo escatologico. Il tempo ciclico scandisce le ore e il tempo escatologico acquista senso diventando storia. Pertanto la storia della nostra vita è un tempo carico di senso. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli* <<c’è un tempo dentro di noi che si modifica a seconda degli stili di vita che decidiamo di adottare… e se vogliamo capire l’uomo, dobbiamo capire come questi vive il tempo>>. Il rischio infatti è quello di situarsi al di fuori del tempo, auto-escludendosi dal mondo.

   Lo stile di vita, ovvero il modo di vivere il tempo, è fondamentale. Oggi viviamo in un’epoca in cui, nel tentativo continuo di afferrare la bellezza, il successo e la nuova tecnologia, si è ammazzato il futuro e si è allungato il tempo dell’adolescenza, rendendolo presente perpetuo. Ma vivere il presente disancorati dalla prospettiva futura è deleterio perché pensare il futuro per l’uomo è fondamentale in quanto ci rende “creatori del tempo: <<l’uomo crea il tempo immaginando il futuro>>.

  Questa discontinuità temporale conduce al rifiuto della capacità di attendere e di desiderare, e l’attesa viene sostituita dall’urgenza del tutto e subito. Nel caso in cui si fallisse l’obiettivo, frustrazione e incapacità di vivere, abbinate all’inevitabile senso di colpa, accorcerebbero la strada che conduce alla depressione in quanto verrebbero vissuti alla stregua di macigni che sembrano essere inamovibili.

 

* Vittorino Andreoli – “Il tempo malato, il tempo che muore”, festa di Scienza e Filosofia, quarta edizione. Foligno, 13 aprile 2014.

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