La ricerca della felicità (1.)

La filosofia è la messa in questione del senso comune. Filosofia è saper argomentare quello che si dice a prescindere dalla fede e dalle opinioni altrui. Filosofia è pensare con la propria testa e spiegare quello che si dice. Filosofia è assumere un atteggiamento critico. Critico vuol dire: quello che si dice ha un fondamento oppure è valido solo perché lo dicono tutti?

Si diventa filosofi nell’età adolescenziale che è il tempo della riflessione filosofica. Si nasce con una certa visione del mondo che è quella che apprendiamo dai nostri genitori e dal contesto culturale in cui siamo cresciuti, poi con l’adolescenza, grazie alla comparsa di quella dimensione rivoluzionaria che si chiama sessualità che obbliga Continua a leggere “La ricerca della felicità (1.)”

Ho cominciato ad essere amico di me stesso

<<Mi chiedi quale è stato il mio progresso? Ho cominciato ad essere amico di me stesso.>> [Ecatone di Rodi]

Grande è il progresso – commenta Seneca nella “lettera a Lucilio n 6 – di colui che riesce a diventare amico di se stesso: non rimarrà più solo.

Dal momento che tutti possono avere questo amico e nessuno può essere solo, la solitudine è una scelta personale di cui ognuno dovrà assumersi la responsabilità. Non possono esserci alibi che tengano.

Ovviamente sono consapevole che la cosa non è semplice; non a caso, infatti, Ecatone (filosofo stoico del II secolo a. C.) nel momento in cui accorge di aver cominciato ad essere amico di se stesso, parla di “progresso”.

Sabato, 27 luglio 2019, ore 20,30

Egregio sig. Antonio Conte,

<<Continuo a vedere importanti miglioramenti. Soprattutto nella mentalità dei ragazzi, nella voglia di giocare a calcio, di aggredire l’avversario a metà campo, di conquistare palla quando la perdiamo. Ho trovato una grande disponibilità che mi dà entusiasmo per proseguire su questa strada. Mi ha fatto piacere che abbiamo provato fino all’ultimo e poi abbiamo trovato il gol. Non ci deve mai piacere perdere, né in amichevole né ai rigori e questo è quello che ha dimostrato la mia squadra.>>

Queste parole, da lei pronunciate dopo la vittoria ai rigori Continua a leggere “Sabato, 27 luglio 2019, ore 20,30”

Che cosa è la saggezza?

Per Socrate la saggezza era la consapevolezza di “sapere di non sapere”; Per Aristotele: una disposizione vera, accompagnata da ragionamento, che dirige l’agire e concerne le cose che per l’uomo sono buone e cattive”; secondo il “Sabatini-Coletti online”, la saggezza è: “la capacità di valutare e affrontare le situazioni della vita con ragionevolezza e prudenza, utilizzando esperienze già provate.”

Domanda: <<Per voi, che cosa è e qual è il modo migliore per acquisire la saggezza?>>

LETTERA AD UN’ANORESSICA

Carissima,

Dio solo sa quanto vorrei trovare le parole giuste per riuscire a toccarti nel profondo del cuore e a farti rinsavire! Qualunque cosa abbia potuto scatenare questa cultura di morte che ormai è profondamente radicata dentro di te, sappi che non ne vale la pena. Rinunciare alla vita è un’offesa alla dignità della persona e, sebbene attualmente viviamo in una società che Continua a leggere “LETTERA AD UN’ANORESSICA”

18.

<<La filosofia non è, come ci induce a credere il senso comune, pura astrazione, ma parla di cose concrete, della vita reale, arrivando prima degli altri alla comprensione delle cose.>>

[Paolo Barbieri]

17.

<<Chi vuol essere dappertutto, non sta in nessun luogo. Chi passa la vita in un continuo vagabondaggio, troverà molti ospiti, ma nessun vero amico. (…) Non giova, né si assimila, il cibo rigettato appena preso. Niente impedisce tanto la guarigione quanto il cambiare spesso i rimedi. Non arriva a cicatrizzarsi la ferita, se si provano varie medicature. Non cresce vigoroso l’albero che è spesso trapiantato. Nessuna cosa, per quanto utile, reca giovamento in un fuggevole contatto.>>

[Seneca, Lettere a Lucilio]

16.

   <<Le relazioni sono generative quando decidiamo di prenderci la responsabilità del destino delle cose e delle persone. A volte qualcuno riesce a dare solo il suo dolore e la sua fragilità, ma anche questi sono doni che invitano a offrire cura. La storia così diventa uno scenario fatto per dare e ricevere, ciascuno nel suo ambito e come può. Per esempio nel mio questo significa mettere al primo posto alunni e colleghi, e scoprire che cosa ciascuno ha di unico da dare e che cosa invece ha bisogno di ricevere. Se non lo si fa le relazioni diventano degenerative, che non vuol dire faticose o difficili (è normale nelle relazioni vere) ma prive di vita, cioè le energie e la gioia si spengono, e arrivano nell’ordine: solitudine, stanchezza, disperazione e distruzione.>>

[Alessandro D’Avenia – Un letto terra terra – Corriere della Sera 01/07/2019]