“Gli amici sono quelli che stanno in tasca” è un motto che ho ascoltato spesso fin dall’infanzia e che è in voga ancora oggi. Sembra una battuta umoristica, ma in realtà non lo è.

   Secondo il Sabatini Coletti online, l’amicizia è un <<sentimento di affetto, di simpatia, di solidarietà, di stima tra due o più persone, che si traduce in rapporti di dimestichezza e familiarità.>>

   Analizzando questa definizione notiamo che due parole, “solidarietà” e “persone”, stridono con il “motto”. Se, infatti, gli amici sono le banconote e le monetine, passi per il sentimento di affetto, di simpatia, di stima, di dimestichezza e di solidarietà che si instaura tra il possessore e l’oggetto posseduto, ma mancano la solidarietà e la persona. Non si può certo considerare l’oggetto posseduto, cioè il denaro, una persona.

   Un’affermazione del genere, quindi, dà per scontato che l’amicizia sia solo una questione d’interesse; pertanto, quello tra il possessore e l’oggetto posseduto è tutto tranne che un rapporto di amicizia. Tra l’altro, essendo un rapporto unilaterale – il denaro non ha sentimenti – manca il presupposto della reciprocità.

…Immagino che, con un sorriso ipocrita stampato sulle labbra, qualcuno penserà <<questo non ha capito nulla… non riesce a cogliere l’aspetto ironico di questo detto che mette in evidenza l’importanza del denaro per vivere una vita agiata, considerandolo l’unico amico che non tradisce mai.>>

   Sarà… però, nel formulare un giudizio credo che sia logico valutare ogni aspetto di un problema. Parlando di amicizia, ovviamente ci può stare che un amico o pseudo tale ti tradisca, gli esempi non mancano, ma accostare il denaro alla più preziosa delle amicizie mi sembra azzardato, in considerazione che proprio il denaro è il padre di tutti i vizi. Quanti “mani bucate” si ritrovano in mezzo ad una strada in un battito di ciglia dopo aver giocato d’azzardo e perso tutto! Quante azioni inqualificabili vengono compiute per procurarsi il denaro facile! Quante vite buttate via per seguire i dettami di un’ideologia che mette l’edonismo in cima alla scala dei propri valori!

   Non nego che il denaro possa fare la differenza tra la vita e la morte, purché se ne faccia un uso equilibrato. Pertanto, diamo il giusto valore alla “grana”, come dicono pomposamente i giovani, senza divinizzarla.

Luigi Lavorgna

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