Akraso è un giovanotto prossimo al traguardo dei trent’anni. Ha le mani bucate, promette sicuro e manca certo. Vive per mangiare, organizza sontuosi pranzi e cenette con gli amici. È nemico di se stesso.

   Non sa cosa significa la parola risparmio… Spera di risolvere i suoi problemi economici con una vincita milionaria. Conosce ogni tipologia di giocata ma ha una preferenza per i gratta e vinci che acquista “a quantità industriale” e per le “slot machine”.

   Prende quello che vuole, spesso senza chiedere il permesso. Se causa dei danni non è mai colpa sua: si ritiene perseguitato dalla sfortuna, si piange addosso continuamente, è sempre colpa degli altri per i suoi insuccessi. Sembra quasi che si procuri consapevolmente una distorsione al piede per poter attaccare puntualmente, per la milionesima volta, con la solita solfa dell’accanimento della sfortuna nei suoi confronti.

   È impulsivo, parte in quarta per imbarcarsi in una nuova avventura, salvo fermarsi alle prime difficoltà, non riesce ad andare d’accordo con nessuno sul lavoro. Guarda sempre l’erba del vicino e sottolinea che è sempre più verde.

   Non puoi rimproverarlo o contraddirlo che subito comincia a sclerare. È sempre nervoso e nei rari momenti di calma fa promesse che non manterrà mai.

   Per quanto riguarda i rapporti con l’altro sesso ha accumulato delusione su delusione e questo l’ha reso ancora più pessimista.

   Ritiene che la famiglia sia importante, ma gli amici contano di più. È attaccato – almeno così sostiene – alla famiglia perché probabilmente gli dà sicurezza, ma è pronto a fare cose che feriscono i congiunti. È maschilista e pretende che la mamma e la sorella siano ai suoi ordini. Quando in famiglia gli viene chiesto di dare una mano per un lavoro ha quasi sempre un impegno improrogabile.

   Fa quello che gli passa per la testa senza preoccuparsi se può disturbare gli altri, del tipo alzare il volume del televisore o mettersi a strimpellare la chitarra e cantare a squarciagola.

   È pieno di conflitti e contraddizioni, agisce senza pensare alle conseguenze, evidenzia una carenza di autocontrollo e di volontà. Oscilla da un estremo all’altro: momenti di scarsissima considerazione di sé alternati a momenti di autostima che rasentano la presunzione.

   Ha una percezione tutta particolare di quello che è buono e giusto e quello che non lo è. Vive per i “mi piace” che riesce a prendere qualche suo post su Facebook. Gli piace guardare i film d’azione, navigare senza meta su internet, cazzeggiare con gli amici.

   Agli altri sono riservate tutte le occasioni migliori soprattutto per quanto riguarda il lavoro e le ragazze. Se cerchi di fargli capire che il problema è lui e non la sfortuna che gli si accanisce contro, ti riempie di male parole. Sono sempre gli altri responsabili per gli errori da lui commessi. Se, invece, le cose vanno bene è tutto merito suo.

   E che dire di quando deve prendere qualche decisione? Il parametro di valutazione è sempre il piacere immediato. Ogni volta che si trova a dover iniziare un percorso opta sempre per la scorciatoia.

   Se vuoi andare d’accordo con lui devi ascoltarlo, non contraddirlo e condividere le sue affermazioni.

   Le sue frasi preferite: Che campo a fare? Non era meglio non nascere proprio!? Ma che ho fatto di male? Perché la fortuna si accanisce contro di me? Ma perché agli altri va tutto bene? Ma perché devo essere condannato a soffrire sempre?

Luigi Lavorgna

Un pensiero riguardo “Akraso

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