Non è di mia competenza

   Destino, circostanza, caso, coincidenza, fortuna, provvidenza e chi più ne ha più ne metta… sono termini che ricorrono spesso durante le conversazioni.

   Sostanzialmente cerchiamo sempre un alibi per legittimare le nostre mancanze, inadempienze, errori e via dicendo. Non è mai colpa nostra… siamo vittime del destino, delle circostanze, della mala sorte, ecc.

   Ma perché è così difficile assumersi le proprie responsabilità!? Tutti commettiamo errori… è umano. Tutti gli errori si possono correggere, ma Continua a leggere “Non è di mia competenza”

Potenza della tecnologia

   Credo sia stato Seneca a dire che gli uomini sono in attesa di vivere e che, rimandando tutto al futuro, in realtà non vivono. L’autorevolezza della fonte è indiscutibile ed io, essendo un tema che mi coinvolge tantissimo, colgo l’occasione per dire la mia.

   In realtà è tutto molto incerto e farraginoso e le idee sono alquanto divergenti. Nella consapevolezza che addentrarsi nei meandri di una discussione che non potrà concludersi con una condivisione generale, potrebbe rivelarsi un Continua a leggere “Potenza della tecnologia”

Pensavo fosse amore… invece era un calesse (2)

   C’è chi vive la propria vita nella convinzione di combattere una guerra santa; per altri la vita è un gioco, per altri ancora la vita è un terno al lotto. Ultimamente, essendo meno coinvolto ed osservando con occhio imparziale credo che in generale il senso della vita è condensato in una sola parola: competizione.

   Ovviamente c’è chi parte svantaggiato e chi parte favorito. È lapalissiano che chi ha Continua a leggere “Pensavo fosse amore… invece era un calesse (2)”

Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)

   Spesso in passato mi è capitato di percorrere, camminando su marciapiedi affollatissimi, le vie centrali di qualche grande città. Confesso che, nonostante la folla, avevo l’impressione di attraversare un deserto e un senso di vuoto si impadroniva di me. E che dire di quando capitava di utilizzare un autobus in cui stavamo pigiati come sardine in scatola! Solo con i miei pensieri…

“Qual è il modo migliore di vivere?”, “che senso ha la vita?”, “perché dobbiamo morire?”, “cosa c’è oltre l’orizzonte?”, “la nostra vita finisce con la morte oppure no?”, “perché non c’è giustizia a questo mondo?”, e via di questo passo. Tutte domande che Continua a leggere “Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)”

La gabbia

   “L’uomo nasce libero e ovunque è in catene” scriveva Rousseau tre secoli fa. Sono trascorsi trecento anni caratterizzati da un’evoluzione continua e costante che ha coinvolto tutti i campi dello scibile umano, eppure l’uomo continua ancora a vivere in catene. Noi viviamo in una gabbia che ci costringe a “vivere” un’esistenza che non è la nostra.

   I condizionamenti, le convenzioni sociali, le mode, ecc. sono le nostre sbarre. Siamo influenzati da modelli culturali che, alimentati da mass media compiacenti, spettacoli trash, comodità, ecc., favoriscono lo sperpero e le manipolazioni mediante mode e conformismo.

    Ci stordiamo con alcool, droghe, musiche, consumismo e tecnologia. Si spazia dall’azione coordinata di tutte le forme di comunicazione e di persuasione, da quelle storiche come la retorica, alle più moderne come la pubblicità, le pubbliche relazioni, le promozioni e le sponsorizzazioni, a quelle più sofisticate come la propaganda, i messaggi subliminali e via dicendo. Sembra quasi una condanna alla quale non si può sfuggire. Eppure una strada alternativa esiste… ce l’ha indicata Epicuro, antico filosofo greco, secondo il quale, il vero piacere e la vera felicità consistono nel sereno equilibrio dell’anima che si può ottenere dominando il dolore, la paura e il desiderio.

   Per raggiungere l’obiettivo è sufficiente, attraverso la ragione, affrancarsi dalle passioni. Secondo lui è proprio la ragione ad assicurare il piacere più alto. In questo modo, il frutto prelibato non tarderà ad arrivare: la libertà, che vuol dire innanzitutto libertà di pensiero, poi libertà di scegliere, senza costrizioni o intimidazioni, non essere asservito ad alcuno, indipendenza dal mondo circostante in modo tale che ricchezza, onori e potere non potranno rappresentare una tentazione e di conseguenza non si teme la morte. La morte non deve rappresentare un problema per noi, perché, come dice Epicuro: “Quando noi siamo, la morte non è presente, e quando è presente, noi non siamo”.

   Quelli che personalmente reputo siano i principali “aguzzini” che ci tengono in gabbia sono: conformismo, mode, telefonini, social, stress, senso di colpa, vergogna e consumismo. Ovviamente è un elenco incompleto.

Luigi Lavorgna

Conformismo e mode

   Il conformismo omogeneizza i nostri atteggiamenti, omologandoli in comportamenti predefiniti.

   Per paura del confronto, per ignavia, per quieto vivere, per non essere messi in discussione, per paura di volare… quanti danni facciamo a noi stessi!

   Stereotipi, credenze, abitudini e ovvietà sono solo “parvenze di certezze” che possono causare un danno enorme perché fungono da cloroformio e narcotizzano la nostra creatività, la nostra voglia di cambiamento e ci impediscono di dare il meglio di noi stessi.

   Il problema è che invece di assecondare il processo naturale di cui siamo portatori, ci sforziamo di essere come vogliono gli altri senza ribellarci.

   Stesso discorso per le mode. Il nostro problema di fondo è che quasi sempre desideriamo quello che desiderano gli altri. Per uniformarci alle mode finiamo per mettere da parte la nostra identità e stravolgiamo la nostra autenticità.

Luigi Lavorgna

Mio Dio, come siamo caduti in basso!

   Sul sito on line https://www.oggiscuola.com/web/ un articolo in particolare, “Scuola del paradosso: studente fa il bullo con compagni e docenti, la Ds ammonisce la prof”, attira la mia attenzione. Generalmente mi limito a leggere il titolo e poi passo avanti, ma stavolta, incuriosito, comincio a leggerlo. L’incipit è tutto un programma: Scuola del paradosso: studente fa il bullo con compagni e docenti, la Ds ammonisce la prof.

   In un istituto superiore piemontese, il dirigente scolastico convoca Continua a leggere “Mio Dio, come siamo caduti in basso!”

Il paradosso di Re Mida

   Uno dei miti più conosciuti è senz’altro quello di Re Mida, di cui esistono diverse versioni. Secondo quella più conosciuta, il vecchio Sileno, educatore di Dionisio, dio del vino e dell’estasi per i greci, attardatosi a bere vino si era ubriacato e perso nei boschi. Ritrovato da un paio di contadini frigi, fu portato dal loro re, Mida. Riconosciuto da quest’ultimo, Sileno fu Continua a leggere “Il paradosso di Re Mida”

Cittadini del mondo

   Viviamo nell’epoca della complessità, del monitoraggio, del controllo continuo: siamo diventati semplici numeri di matricola senza identità, senza volontà, veri e propri automi che si affannano, corrono senza una meta precisa. In maggioranza non abbiamo traguardi prestabiliti da raggiungere, ma solo un vagare senza sosta, vere e proprie anime in pena.

   Personalmente rabbrividisco ad essere considerato senza identità. Quante “maschere” di pirandelliana memoria Continua a leggere “Cittadini del mondo”