I 40 anni del “Nome della rosa” in un mondo di biblioteche chiuse

phileasfogg2020

Siamo ormai abituati ad attribuire la colpa di ogni evento nefasto che stiamo vivendo a «questo maledetto 2020». Come se lo scoppio di una pandemia fosse una calamita che continua ad attirare sventure su sventure. Per questo non vediamo l’ora che l’anno finisca, illudendoci che il 2021 sarà automaticamente diverso. Chissà se anche nel 1980 si diceva così. La morte di John Lennon, il disastro aereo di Ustica, il terremoto in Irpinia: basta citare questi fatti per creare l’impressione di un «anno maledetto». Eppure ho deciso di parlarvi di un avvenimento speciale risalente proprio a quarant’anni fa.

Nelle librerie compariva un romanzo destinato ad accendere dibattiti nei campi della letteratura, della religione, della storiografia, della filosofia. Un romanzo che ha suscitato entusiasmi e passioni ma anche divisioni tra il pubblico, la critica, il mondo intellettuale. Un romanzo che si può divorare o non sopportare. A me sono successe entrambe le…

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