Frequentavo l’ultimo anno delle superiori, ed essendo uno dei vincitori del concorso “Veritas” organizzato dalla Chiesa Cattolica, fui premiato con un viaggio di quattro giorni a Roma. Insieme agli altri ragazzi provenienti da tutt’Italia ebbi l’occasione di partecipare all’udienza del Papa (Paolo VI) riservata a noi, di visitare molte bellezze artistiche della capitale: monumenti, chiese, catacombe e via dicendo. La sera ci organizzavamo in piccoli gruppi per fare un giro turistico autogestito. Durante una di queste sortite, visitando i Fori Imperiali e il Campidoglio, fui attratto dalla statua equestre di Marco Aurelio che troneggia al centro della piazza. Rapito da tanta bellezza, quasi ipnotizzato, mi attardai ad osservare con attenzione tutti i dettagli. Per qualche minuto persi la cognizione del tempo. Per me il mondo era tutto in quella statua. Non saprei dire con precisione quanto tempo fosse trascorso quando tornai alla realtà… mi guardai intorno, ma del mio gruppo nemmeno l’ombra. Scese e risalite le scale, mi spostavo per la piazza gremita scrutando con attenzione, ma niente. Per fortuna – non conoscendo Roma avrei avuto difficoltà a rientrare – dopo qualche tempo che mi era sembrato un’eternità, vidi i miei compagni uscire dal Campidoglio. Tirai un sospiro di sollievo.

Luigi Lavorgna

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