La comare di paese che sapeva tutto di tutti e fungeva da cassa di risonanza è una figura iconica d’altri tempi. Seduta sulla sedia davanti casa osservava e monitorava attentamente ogni cosa. Raccoglieva e veicolava informazioni di ogni genere: dal fidanzamento di Tizio con Caia, alla fuitina di due minorenni, dalla disgrazia che aveva colpito un contadino per la morte di una mucca, alle “corna” che erano cresciute sulla testa di quel tal dei tali e via di questo passo.

Va da sé che le notizie raccolte venivano, consciamente o inconsciamente, rielaborate e “impreziosite” dal personale giudizio. Inevitabilmente, quando venivano reimmesse nel circuito del passaparola e giungevano a destinazione, la nuova versione era di molto diversificata rispetto a quella originale. Cambiano i tempi, ma non l’uomo.

Il problema è che essere vittima del pregiudizio più che del giudizio degli altri non è affatto piacevole e a volte può essere devastante.

Luigi Lavorgna

2 pensieri riguardo “La comare di paese

  1. Quand’ero piccola facevamo un gioco chiamato “il telefono senza fili”, Si stava tutti seduti fianco a fianco e ci si sussurrava a vicenda nell’orecchio la frase detta dal primo della fila. Puoi ben immaginare cosa veniva riportato all’ultimo, quando poi si confrontavano le versioni. Forse, piccoli, avevamo capito che le notizie riportate sono sempre fraintese, in buona o mala fede

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