Nell’augurare, con orgoglio di padre, a mia figlia di fresca iscrizione nell’Albo degli Psicologi della Campania, un lungo e gratificante percorso professionale, ospito sul mio blog un suo articolo.

Videogiochi: benefici e dipendenza

Alcuni studiosi della Università di Rochester sostengono che giocare con i videogiochi d’azione aiuterebbe le persone ad utilizzare le proprie risorse mentali al fine di prendere decisioni accurate e veloci in situazioni di vita reale, sviluppando le capacità di problem solving e di decision marketing.

I videogiochi possono migliorare le prestazioni sul posto di lavoro e contribuiscono allo sviluppo e alla coordinazione delle capacità visuo-motorie. Essi creano un ambiente di simulazione che, ad esempio, rende possibile ad atleti e allenatori di esercitarsi utilizzando varie strategie che andranno a realizzare in partita.

Secondo un’altra ricerca condotta presso la University of California i videogames che uniscono divertimento ed esercizio fisico possono ridurre i sintomi della depressione subclinica fino al 50% in soggetti anziani e rallentano il declino delle funzioni cognitive che accompagna l’invecchiamento.

Inoltre sembrerebbero essere utili nella cura della dislessia, ovvero del disturbo della lettura, legata a problematiche dell’attenzione visiva. È stato dimostrato che persone affetta da dislessia, hanno migliorato la loro condizione dopo aver giocato per alcune ore a dei videogiochi specifici.

Se da un lato esistono degli aspetti positivi legati all’utilizzo dei videogames, dall’altro l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019 ha inserito la dipendenza da videogiochi nell’International Classification of Disease, considerandola una vera e propria patologia mentale al pari del gioco di azzardo.

Il gaming disorder attiverebbe gli stessi circuiti neuronali innescati con le dipendenze da sostanze come alcol o droga.

La fase critica si riscontra negli adolescenti maschi a partire dai 12 ai 16 anni.

I principali sintomi del soggetto dipendente sono:

  • • viene dedicato molto tempo ai videogame;
  • • si gioca per rifugiarsi dalle emozioni negative che accompagnano la vita quotidiana
  • • si rinuncia ad altre attività ed interessi;
  • • ci si ritira dalla vita sociale, tagliando i ponti con le relazioni interpersonali;
  • • assuefazione, crisi di astinenza e nervosismo quando non gli è possibile giocare: il soggetto si mostra irrequieto e agitato.

Vi sono, inoltre, delle ripercussioni sulla vita scolastica e lavorativa in quanto il soggetto mostra scarsa attenzione e concentrazione, e difficoltà di apprendimento. Vengono compromessi i rapporti sociali e la salute (sedentarietà, disturbi del sonno, dell’alimentazione e dell’umore)

Per evitare l’abuso di videogiochi è opportuno non dedicarvi molto tempo al giorno, fare delle pause frequenti, e lasciare spazio anche ad altre attività o hobby.

È necessaria, inoltre, un’adeguata educazione degli adolescenti per potersi accostare a questo mondo in maniera responsabile senza incorrere nella dipendenza psicologica e in una compromissione di un buono sviluppo dell’identità.

Dott.ssa Carminia Lavorgna (psicologa)

6 pensieri riguardo “Auguri

  1. molto interessante, oggi ho sentito un’intervista della Daniela Lucangeli che ribadiva le stesse cose.
    Complimenti alla figlia e tanti auguri per la futura professione

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