L’umanità

L’umanità che tratta il mondo come un mondo da buttar via, tratta anche se stessa come un’umanità da buttar via.

[Günther Anders – “Sulla distruzione della vita nell’epoca della terza rivoluzione industriale”]

Una tazza di tè

Nan-in, un maestro giapponese dell’era Meiji (1868-1912), ricevette la visita di un professore universitario che era andato da lui per interrogarlo sullo Zen. Nan-in servì il tè. Colmò la tazza del suo ospite, e poi continuò a versare. Il professore guardò traboccare il tè, poi non riuscì più a contenersi. «E ricolma. Non ce n’entra più!». «Come questa tazza,» disse Nan-in «tu sei ricolmo delle tue opinioni e congetture. Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?».

[Nyogen Senzaki e Paul Reps – 101 Storie Zen]

Alzati e …

Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita. Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita; Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.
[Pablo Neruda]

No Fool 😊

Troubador of Verse

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Recorded Reading: https://www.dropbox.com/s/kqqjju3x1xpx4ya/no%20fool.wav?dl=0

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No Fool

A folktale told
In far Japan
Relates there was
A prosp’rous man

Whose only son
Wished off to go
The Western World
To better know

Concerned, among
That distant pool,
His son be taken
For a fool,

He did at first
The lad deny,
But faced with such
A heartfelt sigh

He said if at
His good behest
The boy would pass
A chosen test

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Nulla

Occhio Sul Naso

Sono nata seconda di niente.
Nove mesi di nulla e poi il niente. Era perfetto.
Cosa è vita, che cosa?
Ho voluto saperlo per anni, poi mi sono stufata e ho smesso.
All’inizio non avevo domande, ero solo curiosa, paziente e osservavo tutto intorno a me ciò che accadeva.
Non ero né prima né seconda. Ero. Ed era bello. Attraversavo il mondo. Quando il mondo ha cominciato ad attraversare me ho capito che era finita. Il nulla in cui tutto poteva stare era finito. Sono diventata qualcuno. Miriam, era il qualcuno che pensavo di essere. Miriam a colazione, a scuola, a fare i compiti, a letto. Un vortice intorno ha iniziato a girare, non lo vedevo io e non lo vedevano gli altri. Azzurro, blu, viola, cambiava colore, non lo sapevo, seguiva ogni mio passo. Si prendeva ogni mio istante ogni mia emozione, svuotava i secondi, i minuti, toglieva senso…

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