Home sweet home — marisa salabelle

Ok, il Salone del libro è tanta roba. Una minaccia per il portafogli, più che altro. E lo stand di Arkadia è fantastico, e Gli ingranaggi sono lì, in bella mostra. E ho visto Riccardo, Patrizio e le gemelle, tutta gente che voi non sapete chi è, ma io sì. E poi Torino è bellissima, […]

Home sweet home — marisa salabelle

Volersi bene: un viaggio introspettivo alla ricerca di se stessi

Ogni giorno siamo bombardati da obblighi e doveri da osservare, scadenze tassative da rispettare, aspettative altrui che gravano su di noi e che alla lunga generano una pressione molto forte, con conseguente appannamento della nostra soggettività.

È proprio in questo caso che dobbiamo fermarci a riflettere ed iniziare un viaggio introspettivo che ci aiuti a recuperare la consapevolezza di ciò che siamo, dei nostri sentimenti e delle nostre emozioni (sia positive che negative) relative agli eventi che stiamo vivendo o abbiamo vissuto. Per fare ciò è necessario prendersi del tempo per noi stessi scegliendo un luogo tranquillo che riesca a conciliare concentrazione e relax, limitando al massimo ogni possibile fonte di disturbo.

Già il filosofo Socrate sottolineò l’importanza dell’introspezione, in quanto metodo di esplorazione dell’animo umano, considerandolo un mezzo per prendere atto della nostra esistenza: solo attraverso la conoscenza di sé e dei propri limiti l’uomo diventa sapiente e moralmente elevato.

Guardarsi dentro significa andare ad esplorare la parte più recondita, profonda e privata di noi stessi, in cui possiamo trovare delle risposte che mai prima d’ora siamo riusciti ad ottenere. Ci aiuta a capire ciò che realmente desideriamo, andando a scavare nelle nostre paure e nei nostri sentimenti, promuovendo la nostra crescita personale.

Dopo aver fatto gradualmente nostra l’abilità di autocontrollo e autoregolazione delle nostre emozioni, impariamo a ridurre i livelli di tensione psico-fisiologica e quindi ansia e stress.

L’autoriflessione ci incoraggia a prendere decisioni migliori e mirate, a meditare sugli errori commessi e sulle occasioni mancate, o semplicemente su ciò che ci farebbe sentire realizzati. Insomma, possiamo definirla un vero e proprio risveglio della coscienza.

Ma non è un percorso facile. Infatti, nel momento in cui realizziamo di aver intrapreso un cammino di ripiego, rispetto alle nostre reali aspirazioni, può succedere di entrare in conflitto con noi stessi e di dubitare delle scelte fatte.

Troveremo sempre persone che, in un modo o nell’altro, si sono imbattuti nei paradossi della vita come, ad esempio, chi è costretto a seguire un corso di studio non desiderato e chi, invece, dopo aver studiato ciò che più amava, ha dovuto accontentarsi di un lavoro di tutt’altro tipo.

Ricordi, rimorsi, pentimenti processati come fallimenti, non devono però prendere il sopravvento e scaraventarci in un turbine di emozioni contrastanti.

È opportuno, quindi, dialogare con se stessi con chiarezza ed onestà, agendo in base a ciò che realmente vogliamo dalla vita. Nel caso in cui questo sia impossibile, per un motivo o per un altro, bisogna raccogliere tutta la forza interiore per poter percorrere la strada imboccata, con animo scevro da qualsiasi rammarico.

L’introspezione è un viaggio che ognuno di noi compie verso la consapevolezza della propria natura e dei propri scopi, che permette un maggior controllo dei nostri pensieri e convoglia dentro di noi energia positiva che migliora la propria motivazione personale. Ci aiuta a capire quali siano i nostri reali bisogni e dà la possibilità di riflettere anche sulle persone che ci circondano e sulle eventuali relazioni per noi tossiche. Infine, l’introspezione rende possibile la rappresentazione di un problema, a prima vista complesso e irrisolvibile, in indicatori più semplici e concreti che, presi singolarmente, possono essere analizzati e risolti.

Per mezzo di questo processo meditativo, quindi, acquisiremo le capacità per affrontare le sfide considerate da sempre impossibili e la capacità di conoscerci meglio, accettandoci e volendoci bene per ciò che siamo.

“Solo io posso giudicarmi. Io so il mio passato, io so il motivo delle mie scelte, io so quello che ho dentro. Io so quanto ho sofferto, io so quanto posso essere forte e fragile, io e nessun altro.”

Oscar Wilde

Dott.ssa Carminia Lavorgna

Rilegatura artigianale

STANTIA

Rilegatura artigianale: esperienze e processo.

Salve!

Sono l’autore del libro “Ho sfidato l’Eternità”.

Ho iniziato la mia attività di rilegatura artigianale (imparata da un maestro fiorentino secondo una tecnica secolare) per diffondere le poesie scritte da me durante tutta la mia vita (125).

Credo nell’arte, nella bellezza, nella cultura e non voglio arrendermi ad un sistema corrotto; molte case editrici mi hanno proposto di pubblicare la mia raccolta complimentandosi per i miei versi, ma proponendo un compenso da parte mia, del quale non posso prendermene carico. Mi hanno anche detto schiettamente che le librerie sono in mano alle case editrici più grosse, le stesse che impongono testi sempre più superficiali scritti dal vip di turno.

Il mio progetto combatte tutto questo. La poesia, la cultura devono essere e rendere liberi.

Sul mio blog e sui profili instagram e facebook potete trovare alcune poesie scritte…

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Auguri

Nell’augurare, con orgoglio di padre, a mia figlia di fresca iscrizione nell’Albo degli Psicologi della Campania, un lungo e gratificante percorso professionale, ospito sul mio blog un suo articolo.

Videogiochi: benefici e dipendenza

Alcuni studiosi della Università di Rochester sostengono che giocare con i videogiochi d’azione aiuterebbe le persone ad utilizzare le proprie risorse mentali al fine di prendere decisioni accurate e veloci in situazioni di vita reale, sviluppando le capacità di problem solving e di decision marketing.

I videogiochi possono migliorare le prestazioni sul posto di lavoro e contribuiscono allo sviluppo e alla coordinazione delle capacità visuo-motorie. Essi creano un ambiente di simulazione che, ad esempio, rende possibile ad atleti e allenatori di esercitarsi utilizzando varie strategie che andranno a realizzare in partita.

Secondo un’altra ricerca condotta presso la University of California i videogames che uniscono divertimento ed esercizio fisico possono ridurre i sintomi della depressione subclinica fino al 50% in soggetti anziani e rallentano il declino delle funzioni cognitive che accompagna l’invecchiamento.

Inoltre sembrerebbero essere utili nella cura della dislessia, ovvero del disturbo della lettura, legata a problematiche dell’attenzione visiva. È stato dimostrato che persone affetta da dislessia, hanno migliorato la loro condizione dopo aver giocato per alcune ore a dei videogiochi specifici.

Se da un lato esistono degli aspetti positivi legati all’utilizzo dei videogames, dall’altro l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2019 ha inserito la dipendenza da videogiochi nell’International Classification of Disease, considerandola una vera e propria patologia mentale al pari del gioco di azzardo.

Il gaming disorder attiverebbe gli stessi circuiti neuronali innescati con le dipendenze da sostanze come alcol o droga.

La fase critica si riscontra negli adolescenti maschi a partire dai 12 ai 16 anni.

I principali sintomi del soggetto dipendente sono:

  • • viene dedicato molto tempo ai videogame;
  • • si gioca per rifugiarsi dalle emozioni negative che accompagnano la vita quotidiana
  • • si rinuncia ad altre attività ed interessi;
  • • ci si ritira dalla vita sociale, tagliando i ponti con le relazioni interpersonali;
  • • assuefazione, crisi di astinenza e nervosismo quando non gli è possibile giocare: il soggetto si mostra irrequieto e agitato.

Vi sono, inoltre, delle ripercussioni sulla vita scolastica e lavorativa in quanto il soggetto mostra scarsa attenzione e concentrazione, e difficoltà di apprendimento. Vengono compromessi i rapporti sociali e la salute (sedentarietà, disturbi del sonno, dell’alimentazione e dell’umore)

Per evitare l’abuso di videogiochi è opportuno non dedicarvi molto tempo al giorno, fare delle pause frequenti, e lasciare spazio anche ad altre attività o hobby.

È necessaria, inoltre, un’adeguata educazione degli adolescenti per potersi accostare a questo mondo in maniera responsabile senza incorrere nella dipendenza psicologica e in una compromissione di un buono sviluppo dell’identità.

Dott.ssa Carminia Lavorgna (psicologa)

A me stesso

Sii capace di trovare il sublime nel quotidiano, consolazione nella bellezza, non perdere mai il buon umore, sii da esempio per chi ti guarda.

Strumenti per la crescita: LA TORRE MONTESSORIANA!

Il tempo di qualità

Età: dai 12 mesi in su.

Attraverso l’osservazione e l’imitazione, i bambini imparano a diventare grandi e indipendenti sviluppando importanti capacità motorie e cognitive.

La “scuola” Montessoriana, promuove proprio l’indipendenza del bambino, spingendolo a “fare da solo”.

Tuttavia, per riuscire a svolgere la maggior parte delle attività di un adulto, i bambini hanno bisogno di essere all’altezza giusta.

Ed ecco che quindi che nasce un’ idea rivoluzionaria: la torre d’apprendimento.

Da che mondo è mondo, per il bambino, l’allenamneto fondamentale per imparare ad essere autonomo è imitare l’adulto (specialmente la mamma e il papà che sono i principali prestatori di cure) nella quotidianità (per esempio lavare l’insalata, apparecchiare o sparecchiare la tavola, sbucciare un’arancia, lavare le mani…).

Oltre a sviluppare l’autonomia, tutte queste attività sono molto utili per migliorare le capacità cognitive, sviluppare la manualità e la motricità fine.

Talvolta, però, ci sono impedimenti obiettivi: il piccolo non arriva al…

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La comare di paese

La comare di paese che sapeva tutto di tutti e fungeva da cassa di risonanza è una figura iconica d’altri tempi. Seduta sulla sedia davanti casa osservava e monitorava attentamente ogni cosa. Raccoglieva e veicolava informazioni di ogni genere: dal fidanzamento di Tizio con Caia, alla fuitina di due minorenni, dalla disgrazia che aveva colpito un contadino per la morte di una mucca, alle “corna” che erano cresciute sulla testa di quel tal dei tali e via di questo passo.

Va da sé che le notizie raccolte venivano, consciamente o inconsciamente, rielaborate e “impreziosite” dal personale giudizio. Inevitabilmente, quando venivano reimmesse nel circuito del passaparola e giungevano a destinazione, la nuova versione era di molto diversificata rispetto a quella originale. Cambiano i tempi, ma non l’uomo.

Il problema è che essere vittima del pregiudizio più che del giudizio degli altri non è affatto piacevole e a volte può essere devastante.

Luigi Lavorgna