‘A luce e’ Napule.

Ettore Massarese

Quanne se fa scuro

‘a luce e’ Napule te resta ‘mpietto.

Tu t”a puorte dinto pure quanne chiove

te salva ‘o luccichio d’ ‘e lampare

luntano luntano miezo ‘o mare…

Po’ si tu vuo’ sta luce

a truove dinto a ll’uocchie d’ ‘e criature

ca te nquietano

scennenne pe’ viche e vicarielle

ma tu e’ perduone pecché so’

comme a tante friccicose fiammelle.

De notte, quanne nun ce sta cchiu’ nisciuno,

a luce argiento….

quanne schiove t’ ‘a porta ‘a Luna.

No Napule nun è cartulina

è nzeriusa dispettosa e bambina

e comme a tutte e’ criature millenarie

te sape raccuntà e’ storie cchiu’ varie.

No nun purtà na lanterna pe vedè

si a tiene mpietto sta luce sta dinto a te.

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I GRANDI DELLA TERRA

Speradisole's Blog

I GRANDI DELLA TERRA

I grandi della Terra, quelli che stanno nei libri di storia, non esistono più.

Oggi, coloro che governano il mondo e guidano nazioni immense come la Cina, l’India, gli Stati Uniti, la Russia hanno certamente poteri enormi, incontenibili, come forse non possedevano neanche gli Imperatori dell’antica Roma, eppure nessuno di loro può essere paragonato a un Giulio Cesare, a un Carlo Magno, a un Napoleone.

Insomma, ad uno di quei grandi personaggi carismatici del passato che, nel bene e nel male, hanno fatto la storia del mondo. Nessuno ha quelle qualità straordinarie che trasformano un uomo politico in un simbolo, che gli conferiscono quell’aura di grandezza e gli consentono di accedere nell’immaginario collettivo.

Quando li vediamo arrivare, i “grandi” dei nostri tempi, con quel seguito sproporzionato di macchine, scortati da uomini in assetto di guerra, quando li contempliamo in televisione, nei summit, in quelle foto di…

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Riscoperta di sé

lavalesblog

Il Sè è un fenomeno biologico.

Consiste nella parte più autentica, nucleo di tutte le nostre potenzialità ed espressioni verso noi stessi ed il mondo esterno.

Purtroppo accade che il nostro modo di vivere, gli stress quotidiani, le influenze dell’educazione e le nostre vicende personali passate, possano influire negativamente sulla percezione personale del Sè, allontanandoci da quello che semplicemente siamo e portandoci a costruire un’immagine illusoria di noi stessi.

Allora…riscopriamoci!

Per me ha sicuramente influito il percorso di psicoterapia che sto facendo ma c’è una situazione particolare che ha portato a riscoprirmi o a vedermi con occhi nuovi!

Mi sono trovata ad affrontare dei colloqui di lavoro.
La domanda che mi veniva posta era: “chi sei e cosa puoi dare?”.

Quale migliore occasione per riflettere su me stessa, per trovare e descrivere i miei punti di forza e la mia personalità.

Quindi…iniziamo!

1- Sono una persona che osserva molto.
2-…

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Quando gli amori…

“Quando gli amori diventano abitudine, lo sappiamo, il desiderio fatalmente si spegne. Quando la loro presenza è data per scontata, allora è autorizzata la distrazione, la trascuratezza, l’indifferenza e persino l’incuria.” [Massimo Recalcati_-_La_Stampa_-_12_ottobre_2021.]

Come lavorare su di te con un diario — Il Sentiero della Realizzazione

Il diario è uno strumento straordinario di crescita. Ti consente di osservarti, entrare dentro te stesso, conoscerti a fondo, fare introspezione. Ti permette di attivare un livello superiore di consapevolezza. Ha il vantaggio di aiutarti a diventare consapevole dei tuoi pensieri ricorrenti, dei tuoi schemi emotivi, dei tuoi meccanismi. Ti aiuta a creare una connessione con la tua […]

Come lavorare su di te con un diario — Il Sentiero della Realizzazione

Si tornava la sera

Grazia Palmisano

Dalla giara piena d’olio
è caduto un merletto
un pezzetto di nonna
scappato dal letto
Lei giocava con me
e creava centrini
dalle mani sue belle
spuntavano fiori
di cotone sottile
Il pulviscolo ruotava
nel sole del pomeriggio
nella stanza fresca
di pietra massiccia
L’abbaiare di un cane
nonno che rientrava
la torta nel frigo
il divano di velluto
il giradischi e Claudio Villa
che cantava Granada
Restavo con loro
poi mamma arrivava
si tornava la sera
nel tratturo polveroso
nel buio della notte
nel profumo dei fiori fucsia
che si aprivano al calar della sera
Era tutto maestoso e bellissimo
Il timore e la gioia
eran sacchi diversi
nella stessa cantina
sorrisi e rimproveri
abbracci anche botte
Il giorno era il posto delle scoperte
la notte era quando calava il silenzio
La paura del niente
e l’attesa del sole
Quando ancora svegliarsi
era bello, era un gioco
Fuori casa…

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Byung Chul Han. “La società senza dolore” virus globalizzazione e neoliberismo. — Per un cavallino di cartapesta ? Ma no ! Eroi si diventa per amore, non per dovere …

Han Byung ha raccolto le sue riflessioni sull’era della pandemia, dove prefigura una “società della sopravvivenza”, che oppone a una pervasiva assenza di senso “un eccesso di positività che si esprime in una forma di sovraprestazione, sovracomunicazione, sovrastimolazione” tipica di un’epoca post-narrativa, dove “il corpo acquista potere là dove lo spirito si ritira”. Ma quale corpo? […]

Byung Chul Han. “La società senza dolore” virus globalizzazione e neoliberismo. — Per un cavallino di cartapesta ? Ma no ! Eroi si diventa per amore, non per dovere …

“Non giudicate un uomo dall’ombrello che porta!”

Anni settanta, stazione ferroviaria di Napoli. Sono in attesa, insieme ad altri viaggiatori, del treno delle tredici e ventuno che mi riporterà a casa. Guardo l’orologio e focalizzo che devo attendere ancora una ventina di minuti. Annoiato, il mio sguardo comincia a girovagare senza meta. Ad un tratto l’attenzione viene polarizzata da un distinto signore sulla settantina che, nonostante la splendida giornata di sole, stringe un ombrello con una mano, usandolo a mo’ di bastone. Un leggero sorriso increspa le mie labbra, ma scompare quasi subito allorquando focalizzo che alle sei del mattino, quando entrambi avevamo preso il treno nella stazione di Telese Terme per raggiungere Napoli, le condizioni meteorologiche erano pessime e sembrava che si dovesse scatenare un violento temporale da un momento all’altro. Solo un pazzo sarebbe uscito di casa senza ombrello, io stesso avevo un ombrellino pieghevole conservato nella borsa. Chi poteva immaginare che a sessanta chilometri di distanza avremmo trovato, per dirla con mio nonno Agostino, un “sole che spaccava le pietre”!

Infastidito dalle risatine e dagli ammiccamenti dei viaggiatori in attesa, con tono pacato, il signore dice: <<Non giudicate un uomo dall’ombrello che porta!>>

“Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?” domanda Gesù ai suoi discepoli.

Lungo il cammino inevitabilmente ci si imbatte nelle cosiddette “malelingue”, persone che ammazzano il tempo spettegolando dalla mattina alla sera. La loro attività preferita è mettere in ridicolo le persone per ridere alle loro spalle, oppure evidenziarne la pagliuzza negli occhi per poter pontificare con tono di superiorità.

Luigi Lavorgna