Easy tutorial (oldies!!)

Antalgica Poetica

Easy tutorial ogni specialità sportiva è una metafora, sembra. il tiro al bersaglio rappresenta la ricerca della felicità. la quale corrisponde solo al punto centrale del bersaglio fra mille e mille punti d’infelicità tutt’intorno immerso e ciascun tiratore nel tempo apprende che la conquista di quel punto si realizza unicamente attraverso dura applicazione, dedizione, intelligenza nella realtà ciascuno ha un suo bersaglio dedicato ma nessuno è in grado d’indicarci dove sia camuffato, confuso nella penombra, seppellito sotto i nostri pregiudizi: fortunato chi lo trova! ..... ma una volta trovato deve riuscire a far centro, altrimenti soffrirà molto più degli altri e allora, per essere felici? per raggiungere la felicità è necessario soffrire molto applicarsi sempre e pazientare ancor di più e c’è anche un altro piccolo dettaglio: la felicità è come la rugiada prima di mezzodì se n’è già andata, il volto di giovinetta è invecchiato in un breve momento…

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“Ombre rosse” di John Ford (1939)

zootropita

Ritengo che il punto di partenza ideale per iniziare a parlare del cinema western sia questo film. Non si tratta a mio parere del migliore mai girato ma è sicuramente il più importante. Sottolineo innanzitutto che stiamo analizzando una pellicola girata alla fine degli anni Trenta, quando il film era in produzione doveva ancora scoppiare la Seconda Guerra Mondiale! Le conseguenze del tempo sono inevitabili. E’ vero che il classico, in qualsiasi forma d’arte si manifesta, non invecchia mai, ma forse per il cinema bisogna fare un discorso a parte. Nel trascorrere del tempo, dove nelle arti si può parlare di evoluzione della sensibilità e dello stile, all’interno del cinema avviene anche un progresso tecnologico e di mercato. I film cercano sempre più di stupire e attrarre il pubblico e di conseguenza i mezzi e i metodi per esprimere concetti ed emozioni si raffinano. John Ford è stato forse il…

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Si chiamava Gesù

OpinioniWeb-XYZ

Testo di Fabrizio De André

Venuto da molto lontano
A convertire bestie e gente
Non si può dire non sia servito a niente
Perché prese la terra per mano
Vestito di sabbia e di bianco
Alcuni lo dissero santo
Per altri ebbe meno virtù
Si faceva chiamare Gesù Non intendo cantare la gloria
Né invocare la grazia e il perdono
Di chi penso non fu altri che un uomo
Come Dio passato alla storia
Ma inumano è pur sempre l’amore
Di chi rantola senza rancore
Perdonando con l’ultima voce
Chi lo uccide fra le braccia di una croce E per quelli che l’ebbero odiato
Nel Getzemani pianse l’addio
Come per chi l’adorò come Dio
Che gli disse sia sempre lodato
Per chi gli portò in dono alla fine
Una lacrima o una treccia di spine
Accettando ad estremo saluto
La preghiera l’insulto e lo sputo E morì come tutti si…

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PAROLE FUORI MODA: LE VIRTÙ

Speradisole's Blog

PAROLE FUORI MODA: LE VIRTÙ

Virtus, in latino significa “coraggio, valore, forza”. Non è, dunque, un senso immediatamente morale, quello che risulta dal nome: è piuttosto un significato che testimonia l’importanza per l’uomo. L’uomo quando è vero uomo, è “forte, coraggioso, valoroso”.

Si tratta, originariamente, di un significato che riguarda prettamente il mondo maschile, almeno in principio: virtus, infatti, viene da vir, che significa “maschio”. E’ l’uomo maschio colui cui si chiede, anticamente, di essere vir-tuoso.

Il vir era, inoltre, l’uomo libero; non era il servus, ed ecco un altro elemento che va a comporre il significato del nostro termine: soltanto chi è libero e non servo di nessuno può costruire in sé una vita da vir e quindi, da vir-tuoso.

Dote dell’uomo maschio e libero, dunque, la virtù…almeno nel mondo latino.

Il senso più profondo, quello che giungerà a noi (e che diventerà…

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Sully, la storia del pilota che atterrò sull’Hudson

che-blog

“Birds!”. Sono le 15:27 del 15 gennaio 2009. Un secondo dopo, una serie di colpi e tonfi e vibrazioni viene registrata dal CVR (cockpit voice recorder) dell’A 320 della US Airways, volo 1549. La voce è quella del comandante Chesley Sullenberger.

L’Airbus è decollato due minuti prima dall’aeroporto La Guardia di New York. Ha per destino Charlotte, North Carolina, e trasporta 150 passeggeri e cinque membri di equipaggio.
Si trova ad appena 2818 piedi di altezza (circa 850m) e sta sorvolando il Bronx quando si scontra con un denso stormo di uccelli. La velocità è di soli 214 nodi (400 km/h), bassa perché ancora in salita e appena partiti. Il sibilo di entrambi i motori decresce immediatamente, fino a quasi spegnersi. Entrambi sono danneggiati. Ed entrambi cessano di produrre la spinta necessaria al volo.

Dodici secondi dopo l’impatto, Sullenberger, che al decollo agiva come secondo ufficiale, riprende i comandi: “My…

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Chi domanda non fa errore

Il senso di questo proverbio è che è meglio chiarire i propri dubbi facendo le domande appropriate, piuttosto che rimanere nel dubbio e rischiare di commettere errori. Questo adagio è un invito a non accumulare lacune, a cominciare da quando si è studenti. Se nel percorso di formazione c’è qualche lacuna, è tutto il percorso ad esserne inficiato. Anche nella vita è la stessa cosa. Viviamo in una società altamente informatizzata che richiede una solida base culturale, pena il dover “pagare dazio”. Non basta – mi rivolgo in particolare ai giovani – essere aggiornati sul nuovo telefonino o su di una nuova App, ma occorre un aggiornamento continuo a largo spettro per non ritrovarsi analfabeti funzionali dalla sera alla mattina.

Luigi Lavorgna

Indimenticabile…

uno spicchio di cielo

Anni fa una mattina arrivai a scuola e trovai in sala insegnanti tutte le colleghe in subbuglio che discutevano tra di loro.

“Ma proprio qui dovevano mandarlo…?” diceva una,

“Sai, siamo la scuola più vicina…” rispondeva l’altra.

“Ma si tratta di un ripetente di quelli che fanno confusione.. lo hanno espulso da quella scuola… e poi è marocchino e non sa l’italiano… ma come si fa… le classi ormai sono già formate, è tardi, è già cominciato il mese di ottobre…” interveniva l’unico professore uomo- in mezzo a tante donne.

“C’è un protocollo d’accoglienza, ci atterremo a quello..la preside provvederà e seguire le regole… peccato però che la preside stamani non ci sia proprio” aggiungeva una terza docente, che poi era la vicepreside.

In quel mentre suonò la campanella che segnava l’inizio della mattinata di lavoro e tutti dovemmo correre in classe a fare lezione.

Io, nella mia prima media…

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Domani

Racconti Ondivaghi

Più ti parlo nel silenzio
e più mi sembra di impazzire;
di avvolgermi dentro ghirigori fatti di sguardi immaginati
e di strozzarmi con i ricordi che forse non sono mai esistiti.
Più ti immagino accarezzare una guancia morbida
e più invidio fortemente quella guancia che non è la mia;
mentre io sto qui a proteggermi con la mano dalle lacrime.
E non c’è molto da scrivere
in questa triste poesia,
se non il senso di lontananza che mi divide da te.
E non c’è molto da sperare
in questi giorni mezzi vuoti,
se non il fatto che domani mi sveglierò
e sarà un nuovo giorno.

E sarà un nuovo giorno, sicuramente.

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