Le due facce della medaglia 1.

Generalmente, se dico costantemente ad una persona che è un asino e non capisce niente, alla lunga finirà per crederci e comportarsi come tale.

Ma c’è anche chi, come racconta Massimo Recalcati nel suo “L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento”, riesce a trovare la forza di ribaltare una “condanna” (bocciato agli esami di seconda elementare) che sembrava senza appello.

“Ogni volta –scrive Recalcati – che mia madre andava da lei (la maestra) – una donna severa, sempre vestita di nero, con occhiali spessi e accanita fumatrice di Muratti – in colloquio ne usciva immancabilmente umiliata e tra le lacrime. Io mi avvicinavo silenzioso e impaurito pensando che ero un disastro e che sapevo solo deluderla. Ma lei, stranamente, anziché rimproverarmi, come faceva di solito con un certo nervosismo, mi diceva con calma lunare che ce l’avrei fatta come tutti gli altri, che non ero diverso dai miei compagni e che forse avrei solo avuto bisogno di un po’ più di tempo.” E ancora: “Mia madre mi chiedeva di darle fiducia, di credere alla sua promessa: «Studia e vedrai cose che io non ho potuto vedere».”

Finalmente approdato alle superiori, ci fu la svolta: “Poi, l’incontro con una professoressa delle superiori e “mi gettai nei libri con una forza sconosciuta. E da allora non ho più smesso di amare lo studio.”

Recalcati seguiva le lezioni in III e contemporaneamente studiava da autodidatta per sostenere l’esame di ammissione in IV, recuperando un anno. Grazie a questa docente che gli aveva dato la forza di credere che non tutto era ancora scritto, riuscì a riprendere in mano la sua vita.

Chi è Massimo Recalcati oggi è noto: Docente universitario, conferenziere, psicoanalista, scrittore prolifico e tanto altro ancora.

Luigi Lavorgna