La mia ragione di vita

Sei  faro che mi guida nella notte

bussola che mi orienta

forza

coraggio

voglia di combattere

di non arrendermi,

di rialzarmi quando cado,

sei medicina per curare i miei mali

balsamo per le mie ferite

speranza per il futuro,

sei la mia ragione di vita.

 

Luigi Lavorgna

Non incolpare nessuno

Non incolpare nessuno, non lamentarti mai di nessuno, di niente,

perché in fondo Tu hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso ed il valore di cominciare a correggerti.

Il trionfo del vero uomo proviene dalle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte, affrontala con valore e accettala.

In un modo o in un altro è il risultato delle tue azioni e la prova che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso o continuerai a giustificarti come un bimbo.

Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare

e che nessuno è così terribile per cedere.

Non dimenticare che la causa del tuo presente è il tuo passato,

come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

Apprendi dagli audaci, dai forti

da chi non accetta compromessi, da chi vivrà malgrado tutto

pensa meno ai tuoi problemi e più al tuo lavoro.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.

Impara a nascere dal dolore e ad essere più grande, che è il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio e sarai libero e forte

e finirai di essere una marionetta delle circostanze, perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine e respira la luce dell’alba.

Tu sei la parte della forza della tua vita.

Adesso svegliati, combatti, cammina, deciditi e trionferai nella vita;

Non pensare mai al destino, perché il destino è il pretesto dei falliti.

Pablo Neruda

“Chi non ha sofferto non sa condividere le sofferenze altrui”

   <<Le persone che non soffrono mai non possono crescere né sapere chi sono>> ha detto, citando lo scrittore americano James Baldwin, il nostro Gigi Buffon portierone quarantunenne in forza al Paris San Germain, all’indomani della conquista del decimo scudetto personale. Gigi Buffon è una leggenda del calcio e credo che possa essere considerato una fonte attendibilissima, un esempio di professionalità e serietà.

   Il termine sofferenza, una volta sinonimo di pazienza e sopportazione, rimanda ad un contesto di dolore, sia fisico che emotivo, che provoca tormenti e patimenti. Generalmente ci si preoccupa solo del dolore fisico, eppure il dolore emotivo spesso è più resistente e intenso di quello fisico.

   Per combattere il dolore fisico si ricorre ai farmaci, per quello emotivo occorre utilizzare tutte le risorse psicologiche di cui si dispone per elaborare le strategie più idonee ad “uscire fuori dal guado”.

   Una volta si veniva educati alla sopportazione, alla tolleranza, alla resilienza, al differimento della gratificazione e la sofferenza era considerata un trampolino di lancio per la crescita.

   Oggi invece, si tende ad evitare il dolore, con il rischio di cadere sotto i colpi inferti dalla vita. Pochi hanno forza e coraggio sufficienti per rialzarsi e riprendere il cammino. Ci sono infatti tantissime persone soprattutto tra i giovani che, in deficit d’identità, non riuscendo a reagire, boicottano essi stessi sia il loro presente che il loro futuro.

L’uomo in cammino

Recentemente ho condiviso su Facebook un post che mi ha invogliato all’introspezione. La prima cosa che mi è venuta in mente, una volta terminata la lettura, è che le “preoccupazioni” dell’autore sono le mie stesse preoccupazioni e, credo, di moltissimi altri. Nel post si possono individuare sei punti di criticità.

Non sono quello che credete

Personalmente, sono convinto che chi più e chi meno, tutti cerchiamo di Continua a leggere “L’uomo in cammino”