Chi domanda non fa errore

Il senso di questo proverbio è che è meglio chiarire i propri dubbi facendo le domande appropriate, piuttosto che rimanere nel dubbio e rischiare di commettere errori. Questo adagio è un invito a non accumulare lacune, a cominciare da quando si è studenti. Se nel percorso di formazione c’è qualche lacuna, è tutto il percorso ad esserne inficiato. Anche nella vita è la stessa cosa. Viviamo in una società altamente informatizzata che richiede una solida base culturale, pena il dover “pagare dazio”. Non basta – mi rivolgo in particolare ai giovani – essere aggiornati sul nuovo telefonino o su di una nuova App, ma occorre un aggiornamento continuo a largo spettro per non ritrovarsi analfabeti funzionali dalla sera alla mattina.

Luigi Lavorgna

Indimenticabile…

uno spicchio di cielo

Anni fa una mattina arrivai a scuola e trovai in sala insegnanti tutte le colleghe in subbuglio che discutevano tra di loro.

“Ma proprio qui dovevano mandarlo…?” diceva una,

“Sai, siamo la scuola più vicina…” rispondeva l’altra.

“Ma si tratta di un ripetente di quelli che fanno confusione.. lo hanno espulso da quella scuola… e poi è marocchino e non sa l’italiano… ma come si fa… le classi ormai sono già formate, è tardi, è già cominciato il mese di ottobre…” interveniva l’unico professore uomo- in mezzo a tante donne.

“C’è un protocollo d’accoglienza, ci atterremo a quello..la preside provvederà e seguire le regole… peccato però che la preside stamani non ci sia proprio” aggiungeva una terza docente, che poi era la vicepreside.

In quel mentre suonò la campanella che segnava l’inizio della mattinata di lavoro e tutti dovemmo correre in classe a fare lezione.

Io, nella mia prima media…

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Domani

Racconti Ondivaghi

Più ti parlo nel silenzio
e più mi sembra di impazzire;
di avvolgermi dentro ghirigori fatti di sguardi immaginati
e di strozzarmi con i ricordi che forse non sono mai esistiti.
Più ti immagino accarezzare una guancia morbida
e più invidio fortemente quella guancia che non è la mia;
mentre io sto qui a proteggermi con la mano dalle lacrime.
E non c’è molto da scrivere
in questa triste poesia,
se non il senso di lontananza che mi divide da te.
E non c’è molto da sperare
in questi giorni mezzi vuoti,
se non il fatto che domani mi sveglierò
e sarà un nuovo giorno.

E sarà un nuovo giorno, sicuramente.

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La morte di Marilyn Monroe, avvolta nel mistero

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Marilyn Monroe è stata trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962, all’età di trentasei anni. Il cadavere di Marilyn, che era privo di vestiti e con in mano la cornetta del telefono, fu scoperto da Ralph Greenson, che era stato urgentemente chiamato alle 3.30 dalla governante dell’attrice, Eunice Murray, che si era preoccupata perché non riusciva a entrare nella camera di Marilyn; la porta era chiusa da dentro e, nonostante vedesse la luce accesa, non sentiva alcun rumore e nessuno rispondeva alle sue domande. La chiamata alla polizia per denunciare il fatto è pervenuta alle 4:25 ora locale, come da successivi accertamenti telefonici.

Secondo il dottor Thomas Noguchi, che eseguì l’autopsia, la morte di Marilyn era con “alta probabilità” un suicidio, dovuta a un’overdose di barbiturici; nel corpo dell’attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi…

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Evoluzione

– Che cos’è l’evoluzione, nonno?

– In generale, per evoluzione s’intende una trasformazione graduale di qualcosa come, ad esempio, il passaggio di una società da una forma di organizzazione a un’altra, in particolare da una più semplice ad una più complessa.

In termini linguistici l’evoluzione afferisce ai mutamenti di una lingua nel corso del tempo.

In ottica biologica parliamo di modificazione genetica che si verifica negli organismi viventi da una generazione all’altra; in particolare dello sviluppo dell’embrione che diventa adulto.

Infine, in termini diciamo militareschi, per evoluzione s’intende una serie di movimenti precisamente ordinati, ad esempio, di un gruppo di cavalieri nel corso di una parata solenne.

– Potresti farmi un esempio concreto?

– Okay, prendiamo il cinema… puoi scegliere di vedere un film al cinematografo, stando comodamente seduto sulla poltrona davanti al televisore, oppure guardandolo sullo smartphone. Tra Tv pubblica, privata e i vari network hai solo l’imbarazzo della scelta. eppure, per giungere a questo risultato il percorso evolutivo ha abbracciato oltre un secolo. Era, infatti, il 1895 quando i fratelli Auguste e Louis Lumière, di nazionalità francese, proiettarono per la prima volta su di uno schermo le immagini di un treno a vapore in movimento. Di fatto, anche se la proiezione durò pochi minuti, ufficializzò l’inizio della storia del cinema.

Le immagini del treno dei Lumière erano in bianche e nero nonché prive di sonoro. Nel corso del tempo, in un’escalation inarrestabile, fu aggiunto il sonoro, poi il colore, poi gli effetti speciali, poi la tridimensionalità, poi chissà che cosa ci riserva ancora il futuro…

Concludendo, se oggi al cinema puoi vedere le incredibili evoluzioni di Tom Cruise nei film della serie “Mission Impossible” è grazie alla moderna tecnologia che permette il ricorso a effetti speciali che un tempo non esistevano. Tutto chiaro?

– Certamente. Grazie nonno.

– E di che? È stato un piacere.

Luigi Lavorgna

Che sapore ha la felicità?

Lascia vivere il pensiero...

foto tratta dal web foto tratta dal web

– Secondo me tu hai paura di essere felice, Charlie Brown. Non pensi che la felicità ti farebbe bene?
– Non lo so. Quali sono gli effetti collaterali?
(Charlie Brown)

Eh si, a volte, (parlo personalmente), penso sempre, con dovuta ingenuità, alle conseguenze di una mia e improvvisa felicità, sia con gli amici che con i parenti che con il mondo intero. A volte capita di avere la sensazione di non aver goduto a pieno questo sentimento che mi risana ogni mio fragile pensiero. In controluce, cerco di capire la durata e lo scopo, il perchè di questa emozione. E sbaglio. Mea culpa. Sono un ragazzo molto metodico e riflessivo e per me ogni cosa deve avere minuziosamente ogni granulo di senso. Ma le emozioni più belle sono quelle che rompono ogni schema, che ti fanno vedere il cielo stellato anche se fuori piove. Capita poi…

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Giuseppe Ungaretti, ULTIMI CORI PER LA TERRA PROMESSA Roma, 1952-1960

Il pensiero di Emanuele Severino nell'ambito dell'intero pensiero contemporaneo

1
Agglutinati all’oggi
I giorni del passato
E gli altri che verranno
Per anni e lungo secoli
Ogni attimo sorpresa
Nel sapere che ancora siamo in vita,
Che scorre sempre come sempre il vivere,
Dono e pena inattesi
Nel turbinìo continuo
Dei vani mutamenti
Tale per nostra sorte
il viaggio che proseguo
In un battibaleno
Esumando, inventando
Da capo a fondo il tempo,
Profugo come gli altri
Che furono, che sono, che saranno.
2
Se nell’incastro d’un giorno nei giorni
Ancora intento mi rinvengo a cogliermi
E scelgo quel momento,
Mi tornerà nell’animo per sempre.
La persona, l’oggetto o la vicenda
O gli inconsueti luoghi o i non insoliti
Che mossero il delirio, o quell’angoscia,
O il fatuo rapimento
Od un affetto saldo,
Sono, immutabili, me divenuti.
Ma alla mia vita, ad altro non più dedita
Che ad impaurirsi cresca
Aumentandone il vuoto, ressa di ombre
Rimaste a darle estremi

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Mission e vision

Mission e vision sono due termini della lingua inglese che in questi ultimi anni, così come moltissimi altri, sono ormai diventati parte integrante del linguaggio corrente, in particolare di quello aziendale. Ma si adatta a pennello anche al singolo individuo.

In ottica aziendale per mission s’intende la ragione di vita di un’organizzazione in quanto costituisce le linee guida che ispirano i processi aziendali. Il riferimento è alla dichiarazione d’intenti di un’azienda o di un’organizzazione e a ciò che la distingue dai suoi competitor. La mission della Walt Disney, ad esempio, è fare felici le persone. La mission di Socrate (non quello del film Peaceful Warrior, ma il filosofo greco che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della filosofia) era quella di rendere più consapevoli i suoi concittadini mediante l’ars maieutica ovvero la capacità di tirar fuori il meglio da se stessi.

La vision, invece, rispecchiando gli ideali e i valori di un’azienda, la proietta nel futuro ed ispira i soggetti coinvolti nella realizzazione dei processi aziendali.

Prendiamo ad esempio la Ferrari, gli operai che vi lavorano, sentendosi parte integrante di un mito, sono gratificati moralmente e maggiormente motivati a dare il meglio di sé.

Con riferimento all’individuo, credo che avendo chiaro lo scopo da raggiungere e il percorso da seguire, faciliti di molto le cose.

Luigi Lavorgna

Tesaurizzare la lezione

Non umiliare nessuno è una lezione che ho imparato durante il primo anno di docenza, in quel di Milano. Classe terza di un istituto tecnico commerciale, una mia alunna, che chiamerò Laura (nome di fantasia), facendosi coraggio si avvicinò alla cattedra e sottovoce disse: <<Chiedo scusa prof, volevo chiederle… un quintale, quanti kg sono?>>

Decisi di sfruttare l’occasione per esortare i ragazzi a non avere timore di porre domande, fossero anche banali. Pertanto, invece di darle la risposta, mi rivolsi a tutta la classe. <<Ragazzi, per non accumulare lacune che potrebbero inficiare il vostro percorso di apprendimento, è quanto mai opportuno chiarire ogni problematica prima di passare alla successiva. Faccio i miei complimenti a Laura per aver avuto il coraggio di porre una domanda per chiarire un suo dubbio.>>

La ragazza in questione, pallida in viso, stava sulle sue e aspettava con apprensione il prosieguo del mio discorso.

<<La vostra compagna mi ha chiesto quanti kg ci vogliono per fare un quintale.>> Lei abbassò lo sguardo nel vedere il sorrisetto ironico di qualche compagno di classe. Impietrita, si fece “piccola piccola”… il suo disagio era palpabile. Sono certo che se avesse potuto si sarebbe dileguata. Ebbi l’impressione di averla fatta grossa, anche se in buonafede.

Cercando di recuperare una situazione che sembrava compromessa, mi avventurai in una lunga filippica relativamente all’importanza di risolvere un problema nel momento in cui si pone. Citai anche un adagio delle mie parti che recita più o meno così: “Meglio arrossire una volta che ingiallire mille volte”, facendo l’esempio dello studente impreparato che per paura di essere interrogato si sente a disagio durante tutta l’ora di lezione.

Nel dare la risposta al quesito, infine, volendo dare ai ragazzi un ulteriore opzione per risolvere un problema, ricorsi al metodo empirico. <<Prendiamo ad esempio – dissi – un sacco di cemento; pesa 50 Kg (all’epoca non esistevano sacchi di 25 kg), corrisponde a mezzo quintale. Pertanto, occorrono due sacchi per fare un quintale, ovvero 100 kg.>>

Per chiudere, aggiunsi: <<Mi congratulo di nuovo con Laura e vi invito a farle un applauso, ma soprattutto a seguire il suo esempio>> e la invitai a ritornare al suo posto.

A distanza di quarant’anni, ogni volta che mi capita di pensarci, ancora rimprovero a me stesso la mancanza di tatto in quell’occasione. Il lato positivo è che da allora non si è mai più verificata una cosa del genere. Avevo tesaurizzato la lezione.

Luigi Lavorgna

La Creatività e il Pensiero Divergente — A piedi nudi nella Psiche

Non è semplice definire la creatività, la si può considerare la capacità di svolgere attività produttive particolari, il processo creativo sfocia sempre in un prodotto che sia un libro, un’opera d’arte, un’idea, ecc, e questo prodotto ha le  caratteristiche di novità (è innovativo, introduce qualcosa di non convenzionale),  originalità (è inconsueto, a volte unico), qualità […]

La Creatività e il Pensiero Divergente — A piedi nudi nella Psiche